SIRACUSA. DIFFUSIONE CORONAVIRUS, MANGIAFICO: “AMMINISTRAZIONE COMUNALE INERTE AI BISOGNI DELLA GENTE”

“In queste settimane si allarga drammaticamente l’area del disagio sociale. Si moltiplicano le richieste di aiuto, in particolare di beni alimentari e di lavoro, a valle di una crisi sanitaria che non si è affatto conclusa.
Se da una parte, non manca la collaborazione della Caritas, dall’altra preoccupa l’assenza di misure di intervento da parte dell’Amministrazione comunale di Siracusa, inerte in questa seconda fase di diffusione del nuovo Coronavirus rispetto ai bisogni di vecchie e nuove povertà. L’urgenza delle necessità non permette di attendere l’arrivo di fondi statali o regionali da girare ai casi più critici.
Come già fatto in occasione della prima ondata, noi proseguiamo nel nostro ruolo di cittadinanza attiva e di facilitatori, capaci di stimolare la messa a sistema anche di azioni di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari in una logica di prossimità. Bisogna riuscire ad assicurare un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà. Sono tre le necessità fondamentali dell’uomo: cibo per nutrirsi, un tetto sopra la testa e qualcosa per ripararsi dal freddo. Cose basilari, ma non scontate. Almeno non per qualcuno, in particolare in tempi di Covid”.
A dirlo è Michele Mangiafico, ex vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, il quale, chiede all’Amministrazione comunale aretusea di intervenire sulla fascia più debole della cittadinanza prima che questa seconda ondata diventi disastrosa per qualcuno.
Mangiafico, in un’ottica di collaborazione con l’Amministrazione, ha redatto un catalogo in dieci punti. Si tratta di proposte concrete per fornire cibo e assistenza a chi ne ha più bisogno.
L’intero decalogo conta 10 punti, tra questi: la redistribuzione delle risorse in eccedenza, l’attivazione di uno sconto Tari a bar e ristoranti, la possibilità di aprire la Casa del Pellegrino e Madonna delle Grazie ai senza tetto, la partecipazione attiva alle iniziative già in atto della mensa dei poveri, la riattivazione della spesa sospesa, rimpinguare il capitolo del tetto soccorso, pensare a contributi per sostenere i canoni di locazione delle famiglie più in difficoltà, provvedere a distribuire i pacchi spesa già acquistati e mai donati e elargire maggiori informazioni sui canali social del comune.
Ecco la versione versione integrale del “Decalogo dell’emergenza”, messo a punto in queste ore, a valle del confronto con numerosi cittadini impegnati nel territorio:
1) Serve un piano strutturato di redistribuzione delle risorse in eccedenza, prendendo spunto dalle iniziative private già realizzate in questa direzione e rendendole strutturate attraverso un’azione della Pubblica Amministrazione locale (“food policy cittadina”), che coinvolga pubblici esercizi e mercati rionali come già avvenuto, ad esempio, a Torino (vedi “Torino Salvacibo”) e a Milano (vedi anche: Alleanza Torino Milano Genova).
2) Bisogna scontare la Tari a bar, ristoranti e consumatori che la sera, invece di buttare le eccedenze, accettino la fatica di portarle in un “hub” individuato dal Comune di Siracusa sulla base dell’esperienza del primo lockdown, dal quale occuparsi della distribuzione del cibo, affinché nessuno abbia la difficoltà di temere la fame.
3) È necessario mettere per tempo a disposizione dei senza tetto delle strutture in vista del prossimo irrigidirsi delle temperature, a cominciare dalla Casa del Pellegrino, se è vero come ha recentemente sostenuto l’Amministrazione comunale, che non potrà essere utilizzata come struttura Covid. La classe dirigente che attualmente governa la città prenda atto che i nostri “senza fissa dimora” si apprestano ad affrontare uno degli inverni più imprevedibili della storia dell’umanità. L’Amministrazione comunale renda pubbliche anche le intenzioni relative all’utilizzo di Madonna delle Grazie, che in vista dei lavori di ristrutturazione frutto del finanziamento esterno doveva essere utilizzato per fronteggiare l’emergenza.
4) Il dormitorio invernale – purtroppo, ma è così! – è una risposta solo parziale alle esigenze della città e della porzione più “fragile” delle persone che la vivono. Le esigenze delle persone senza dimora non si limitano a uno spazio dove passare la notte, ma si rivolgono al soddisfacimento di ben più ampi bisogni vitali, ad iniziare anche dall’individuazione di un luogo dove pranzare e cenare. Per questa ragione, il Comune, se non è in grado di allestire una mensa, contribuisca alle iniziative delle realtà esistenti: Figli della Pace, Boccone del Povero, Mensa del Pantheon, per fare degli esempi.
5) Va riattivata in tempi brevi la modalità della spesa sospesa presso i centri della grande distribuzione alimentare e i supermercati che aderiscono all’iniziativa affinché l’Amministrazione comunale riesca a massimizzare le opportunità offerte dalla solidarietà di molte famiglie siracusane redistribuendo quanto raccolto a chi è in difficoltà.
6) Servono gesti concreti e simbolici anche sul piano delle indennità di funzione degli amministratori pubblici. Rispetto ad un problema concreto come le difficoltà che segnalano alcuni nuclei familiari rispetto alla necessità di tamponare i costi degli affitti, anche in funzione dei periodi di sospensione del reddito di cittadinanza, l’Amministrazione comunale è chiamata a rinunciare anche ad una quota parte delle indennità di funzione per poter rimpinguare il capitolo del “tetto soccorso” e sostenere l’emergenza con forme di pagamento dell’affitto di chi ha bisogno per una o due mensilità.
7) Va mutuata l’esperienza del Comune di Modena, dove la collaborazione tra l’assessorato al Welfare e quello all’Urbanistica ha portato in maniera virtuosa ad un bando (data di riferimento 19 ottobre, quindi si tratta di notizia recente vedi anche: Avviso Comune Modena) per assegnare contributi diretti, fino a 1.500 euro, a sostegno di chi è in difficoltà nel pagare i canoni di locazione: sia alle famiglie più fragili sia a quelle che a causa del Covid-19 hanno avuto una diminuzione di almeno il 20 per cento del proprio reddito.
8) Sembrerebbe che ci siano almeno duecento pacchi spesa, acquistati dal Comune, ancora depositati presso la sede della Protezione civile e non distribuiti ai cittadini bisognosi. Forse, sempre tra i pacchi spesa acquistati (ma non ritirati) da “Unigroup”, ce ne sarebbero anche altri trecento presso la sede dell’azienda. Se così fosse, si tratterebbe di circa 12 mila 500 euro di spesa alimentare non distribuita. L’Amministrazione comunale si avvalga di enti e associazioni strutturate in città, che hanno le capacità e l’organizzazione per suddividerla nel territorio, e la smaltisca andando a confortare in questo modo le esigenze alimentari che molti nuclei familiari stanno ancora rappresentando.
9) Pur comprendendo l’attenzione riposta dall’Amministrazione agli eventi cinematografici e musicali sulla pagina istituzionale del Comune di Siracusa su “facebook”, sarebbe opportuno che, quanto mano con la stessa evidenza, il Comune di Siracusa fosse capace di indirizzare sul più noto social network i cittadini verso strutture e procedure per combattere in maniera solidale la fame e le difficoltà economiche.
10) In considerazione delle ridotte funzioni che hanno assunto anche con questa Amministrazione comunale gli uffici del decentramento, che continuano ad essere oggetto di ulteriori chiusure e limitazioni di servizi, proponiamo di rilanciare il ruolo delle sedi rimaste aperte attraverso l’individuazione di spazi per la lotta allo spreco alimentare e il sostegno alle famiglie in difficoltà che diventino degli “hub di quartiere” a beneficio delle attività di redistribuzione di cibo che svolgono le associazioni presenti sul territorio.
“Naturalmente, al netto delle azioni di supporto alla cittadinanza – conclude Mangiafico – resta anche la nostra disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale laddove ritenga di mettere in piedi una o più delle misure
sopra citate, provenienti dalle migliori prassi esistenti nel nostro Paese, ma anche da alcune buone prassi che ancora nel più recente passato caratterizzavano l’azione amministrativa dell’ente”.

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