Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Davide Fazio, Presidente Unionports di Augusta

“Le neo deputazione nazionale e regionale convochi in un tavolo istituzionale e tecnico tutti i soggetti (alcuni già riuniti in un gruppo di lavoro costituito dalla amministrazione comunale di Augusta) una riunione con istituzioni, sindacati, organizzazioni imprenditoriali e istituzioni competenti, per affrontare le
conseguenze delle questioni sul tappeto, Lukoil, IAS, Priolo Servizi, e la crisi che rischia di far chiudere una
delle più grandi esperienze industriali del mondo, e mettere in ginocchio l’economia locale e siciliana.

Occorre alzare di molto l’asticella dell’allarme che è stato sottolineato , riteniamo , con “debolezza”. Non
basta uno sporadico intervento sulla stampa da parte di pochi politici, non basta un ordine del giorno di
un solo consiglio comunale, quando è in gioco tutto, anche i soldi per andare a fare la spesa essenziale .
L’atmosfera necessaria, data la situazione di crisi “epocale”, deve somigliare a quella del 28 dicembre del
1960 quando circa venti mila augustani, praticamente tutta la città, scesero in piazza per salvare il porto di
Augusta da un provvedimento burocratico che avrebbe tolto alla città e al porto gran parte dello sviluppo
conquistato dal 1949 in poi.
O l’atmosfera di grande solidarietà che si costruì attorno al caso Liquichimica alla fine degli anni settanta
quando lo stabilimento fu destinato alla chiusura, evitata dall’intervento dello stato e del’ENI dopo che
parlamentari i di destra e di sinistra dormirono in fabbrica assieme ai lavoratori.

Il 5 dicembre è vicino, meno di due mesi per portare in salvo la raffineria Lukoil di Priolo della Lukoil e, di
conseguenza, il 20% della raffinazione italiana. Per altro le operazioni di spegnimento degli impianti dovrebbero cominciare molto prima.
Dal 5 dicembre l’azienda di origini russe ( meditate gente su internazionalizzazioni, delocalizzazioni,
privatizzazioni ) non potrà importare petrolio russo. E da tempo non ha accesso al credito con le conseguenze che sappiamo .
Su questo tema e sui casi giudiziari IAS e Priolo Servizi sono interventi personalità come il presidente della
Regione Renato Schifani. Ma il governo ancora non c’è, non si sa con chi parlare…ed il tempo scorre.
Necessaria una iniziativa unitaria perché veramente il nuovo governo prossimo venturo faccia sua la
priorità.

Chiediamo alla politica, alle istituzioni, ai sindacati, di istituire un tavolo permanete di monitoraggio e di
iniziativa. Per trovare vie di soluzione, proporre rimedi dove sono necessari, investimenti tramite risorse
nazionali ed europee. Un gruppo di lavoro da cui i nuovi eletti al parlamento nazionale e all’Assemblea
Regionale non possono mancare, per essere promotori ma anche veicolo di quanto necessita presso le
rispettive istituzioni legislative. Gruppo di lavoro di cui dovrebbero far parte esponenti dei ministeri
competenti.
Questo gruppo di lavoro, da istituire adesso, deve chiedere subito al governo di creare le condizioni per
prospettive , anche per quanto riguarda il caso IAS, che possano consentire alla magistratura di dare
tempi necessari a soluzioni tecniche per evitare il blocco dell’intero sistema industriale .
UnionPorts annuncia fin da adesso che farà vigilanza e stimolo su queste iniziative“.

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