“Cinquecento studenti o accorpamento“. Questo potrebbe essere il destino dell’Istituto comprensivo “Verga“, al momento unica scuola sottodimensionata in provincia di Siracusa.

Dal canto proprio il personale docente ha messo nero su bianco le attività proposte per raggiungere e superare la soglia di iscritti, ma se questo non dovesse succedere molto probabilmente il “Verga“ sarà spacchettato e redistribuito alle strutture vicine, così come viene riportato sull’albo pretorio del Comune, perdendo così l’autonomia.
“Ci addolora e ci stupisce – come si evince dallo schema di proposta allegato alla delibera  174 dello scorso 16 novembre della Giunta – che l’Amministrazione comunale di Siracusa abbia già immaginato, qualora il “Verga” non riuscisse a raggiungere un numero di iscrizioni per l’anno scolastico 2023/2024 superiore alle 500 unità,– dice Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 – l’ipotesi di uno “spezzatino” delle strutture oggi facenti parte della scuola, che verrebbero suddivise tra l’istituto “Chindemi” e l’istituto “Martoglio”: al primo andrebbe il plesso di via Alcibiade e al secondo il plesso centrale di via Madre Teresa di Calcutta. Abbiamo la netta impressione che l’Amministrazione comunale, che non è nuova purtroppo agli “spezzatini”, possa aver venduto la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Infatti, non si comprende quale motivo ci sia di affrontare il problema di un’eventuale redistribuzione delle strutture del “Verga” se, ad oggi, il “Verga” non ha ancora perso alcuna autonomia. Come dire, se le cose non vanno come sostiene il “Verga”, noi comunque abbiamo già la soluzione pronta”.
“Non è il tipo di Amministrazione della città che immaginiamo noi. Riteniamo che, in casi come questi, consapevoli dell’importanza di una autonomia scolastica, una classe politica scende in campo per sostenere apertamente la difesa dell’istituzione in difficoltà, non si limita a fare i calcoli del ragioniere, assecondando le ipotesi “futuristiche” delle scuole limitrofe. – continua Mangiafico– La cosa più grave è che oggi vengono al pettine i nodi causati da questa Amministrazione comunale, che con la Determina dirigenziale numero 45 del 2019 ha, sostanzialmente, posto le premesse per alimentare in città plessi superaffollati e classi con un numero eccessivo di allievi, creando le condizioni per il depauperamento di scuole che oggi si trovano, evidentemente, in difficoltà. Dunque, qualora il rischio dovesse tradursi in realtà, ci troveremmo di fronte all’ennesimo fallimento dell’attuale Amministrazione comunale.”

“Civico4” sostiene che l’Amministrazione comunale “non dovesse e non dovrà avanzare, neanche in via cautelativa, alcuna proposta di razionalizzazione o accorpamento e che debba essere in queste settimane valorizzata e difesa l’offerta formativa della scuola affinché nel mese di gennaio possa essere raggiunto e superato il numero dei 500 alunni richiesto, senza paventare rischi che – di per sé – potrebbero già demotivare le famiglie“.

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