Dalla Città delle Ville al Teatro Argentina di Roma, passando per Siracusa, dove ha calcato l’antica scena del Teatro Greco, la carriera di Dario Battaglia, giovane attore di Bagheria, si è rivelata sin da subito brillante e fa ben sperare in una felice continuazione. Diplomato all’Accademia D’Arte del Dramma Antico (A.D.D.A.) dell’INDA di Siracusa nel 2016, sotto la guida del suo Maestro Mauro Avogadro, Dario Battaglia ha continuato la sua formazione al Teatro Laboratorio della Toscana di Federico Tiezzi nel biennio 2016-2018, per proseguire successivamente, alla Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma.

Dario Battaglia, in queste settimane, ha conquistato la platea del Teatro Greco di Siracusa durante l’Edipo Re di Sofocle, diretto da Robert Carsen.

All’artista, che ha ricoperto il ruolo di secondo messaggero, sono stati conferiti dei premi in seguito alla sua interpretazione magistrale. Il primo è dell’Assostampa ed è il Premio Artisti di Sicilia e il secondo il Premio Claudio Nobis come Migliore attore Under 35 della stagione 2022 con una borsa di studio per la formazione teatrale.

“La scommessa di dare al pubblico uno spettacolo puro fatto di recitazione e parola mi rende ancora più orgoglioso di aver vinto questi riconoscimenti” – ha raccontato con infinita gioia ed emozione l’attore.

A distanza di sei anni è tornato nel solenne Teatro greco.

Per l’attore siciliano, la magia di questa rappresentazione è stata possibile grazie alla capacità indiscussa del regista Robert Carsen, di “portare il teatro in una direzione di fruizione libera del pubblico. Ricordo ancora il primo giorno di prove quando il maestro ci ha detto che la nostra missione è quella di far sì che il pubblico possa sentire Edipo Re di Sofocle avendo rispetto del testo e del luogo straordinario in cui ci troviamo”.

Il teatro torna a vivere anche dopo due anni di passi indecisi fatti di distanziamento, norme sanitarie restrittive e timori costanti. Tutti i cambiamenti hanno fatto sì che questa dimensione artistica si adattasse a schemi assolutamente diversi e insoliti. “Questo è stato un grande handicap perché non si sono messi più in scena i grandi testi che prevedono un ensemble molto più ricco. Carsen adesso ha portato avanti uno spettacolo con più di 90 persone tra i protagonisti e il coro formato da attori professionisti e allievi: è stato un valore aggiunto da un punto di vista umano. Questo Edipo Re è stato come una rinascita”.

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