Siracusa. Operazione “Oro blu”: assolto con formula piena l’ex sottosegretario Gino Foti

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Dopo un’ora e mezza di camera di consiglio i giudici del Tribunale del Venerdì (presidente, Salvatore Cavallaro; a latere, i giudici Antonio Dami e Federica Piccione) hanno assolto con formula ampiamente liberatoria l’ex sottosegretario di Stato, Gino Foti e l’ex amministratore delegato della Sogeas, Giuseppe Marotta. Erano accusati di una tentata estorsione nei confronti di due dirigenti della Sai 8, la società che gestiva il servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. Secondo l’accusa avrebbero esercitato pressioni, perché fosse affidata ad un’impresa il servizio di riscossione delle bollette insolute altrimenti il contratto tra la Sai 8 e l’Ato idrico sarebbe stato a rischio. Foti e Marotta furono arrestati nel febbraio del 2012. I giudici, questa volta, hanno dichiarato assolutamente insussistenti le ipotesi delittuose contestate all’ex Sottosegretario di Stato e all’ex amministratore delegato della società dell’acqua Sogeas. Sconfessati dal Collegio giudicante l’ex procuratore capo Ugo Rossi e il sostituto procuratore Marco Bisogni, che avviarono il procedimento penale nei confronti di Gino Foti e Giuseppe Marotta e sia i Pubblici Ministeri Vincenzo Nitti e Salvatore Grillo che hanno ereditato il fascicolo a seguito dell’uscita di scena dei magistrati che effettuarono l’operazione denominata “Oro blu”.
“Si chiude una vicenda che mi ha impedito di vivere appieno la mia vita a causa di una accusa infamante ed infondata, avente il solo scopo di estromettermi dalla vita politica. L’insussistenza del fatto era stata già dichiarata dal Tribunale della libertà di Catania che aveva annullato la misura cautelare. Nonostante ciò ho dovuto aspettare oltre 10 anni”, dice Gino Foti, difeso dagli avvocati Antonino e Bruno Leone mentre l’altro imputato, Giuseppe Marotta è rappresentato dagli avvocati Guido Ziccone e Stefano Rametta. I due dirigenti Sai 8, Mirko Giorgi e Marzio Ferraglio, nel frattempo hanno patteggiato la pena a 2 anni di reclusione, perché coinvolti nell’inchiesta della Procura di Siracusa per bancarotta fraudolenta aggravata della Sai 8.

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