Siracusa, Otto indagati dalla Procura della Repubblica per il sequestro preventivo degli impianti industriali

”Ho un’immagine indelebile: un neonato di Augusta, la mamma china sulla sua culla, in ospedale. Era privo di orecchie. La sensazione era che ci fosse una relazione tra malformazioni e veleni”. Lo raccontò, l’ex ”pretore d’assalto” di Augusta Nino Condorelli in un intervista al “Messaggero” di Roma, che, nel 1979, dopo aver avuto i risultati delle analisi su acqua e pesci , sigillò gli scarichi a mare della Raffineria Esso di Augusta, in provincia di Siracusa. ”Emerse un altro dato -ha aggiunto Condorelli- 20 anni dopo l’avvento della petrolchimica la curva delle neoplasie schizzava in alto. La statistica poneva Siracusa allo stesso livello delle insorgenze tumorali nelle aree industrializzate del Nord”. Tutto questo accadeva 40 anni fa. Il magistrato coraggioso che aveva osato sfidare un colosso, venne trasferito ad altra sede ed i morti di cancro, i pesci al mercurio e le malformazioni non si sono mai fermate. Ieri, dopo il sequestro preventivo richiesto dal pool di pm, Davide Lucignani, Marco Di Mauro e Salvatore Grillo, coordinati dal procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, che ha chiesto ed ottenuto dal Gip Michele Consiglio il provvedimento, un gruppo di abitanti del quadrilatero della morte, il “Comitato no veleni” si è presentato davanti al palazzo di Giustizia con dei cartelli per dire “grazie ai magistrati” e dare loro sostegno. L’iniziativa è stata presa in accordo con il parroco della chiesa Madre di Augusta, l’arciprete Palmiro Prisutto, che da anni si batte contro l’inquinamento industriale nel quadrilatero Siracusa, Priolo, Melilli ed Augusta. Il prete il 28 di ogni mese dice messa ricordando le vittime dei tumori. Il gip Michele Consiglio, nel decreto di sequestro, scrive che ” nelle raffinerie Esso di Augusta e negli stabilimenti Isab Nord e Isab Sud, di Priolo, è stato riconosciuto un significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti. In sede di esecuzione del decreto è stata prevista la restituzione dei beni subordinandola all’imposizione di talune prescrizioni volte a consentire l’adeguamento delle strutture alle norme tecniche vigenti”. Per l’inchiesta sulle presunte irregolarità riscontrate dai pm alla Esso ed allo stabilimento Isab Nord e Isab sud, sono 8 le persone iscritte nel registro degli indagati.

Secondo fonti investigative, nel mirino ci sono i vertici aziendali compresi quelli che sono stati sostituiti nel corso delle indagini. Il secondo fascicolo riguarda, invece, le possibili correlazioni tra alcune malattie, in particolare diverse tipologie tumorali, e le emissioni prodotte dagli stabilimenti industriali. A tal proposito il pool di magistrati siracusani, coordinati dal capo della Procura, Francesco Paolo Giordano, ha affidato gli accertamenti ad un gruppo di esperti che sta esaminando una mole di documenti impressionante, tra cui cartelle cliniche, certificati di morte e dati del registro tumori.

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