Siracusa. Piazza della Repubblica, Italia Nostra: “Intervento di arredo urbano discutibile” e cresce la polemica politica

Bufera sui colori di una piazza, "simbolo dei gay" attacca ex assessore,  "vergognoso" replica il Comune | BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia

Riceviamo e pubblichiamo intervento di Liliana Gissara di “Italia Nostra, sezione di Siracusa:

“A Siracusa, Piazza della Repubblica non è una piazza qualsiasi; è il cuore della “città nuova” edificata nel dopoguerra.
Su di essa affaccia anche l’Istituto Comprensivo Statale intitolato al grande archeologo “Paolo Orsi”.
Il 26 Agosto ci ritroviamo una piazza segnata da un anello multicolore dai toni squillanti, colorazione ripresa anche nello scivolo d’ingresso all’Istituto.
Quanto meno la toponomastica, che ha una sua ragion d’essere, avrebbe suggerito altro. L’emblema della Repubblica è il Tricolore. Si sarebbe potuta ampliare un po’ l’aiuola circolare e predisporvi una corona fiorita con i colori della bandiera. In asse con Via Oglio, come ulteriore elemento d’arredo si sarebbe potuto riprodurre, sempre in modalità vegetale,
lo stemma della Repubblica, a cui è dedicata la Piazza. Il verde, più che i colori accesi, dà il tono giusto ad una piazza centrale dal nome importante.
In assonanza con la toponomastica, i segni che andrebbero proposti ai frequentatori di ogni età della Piazza sono quelli della nostra Repubblica”.

Intanto, l’ex assessore regionale Edy Bandiera di Forza Italia, vede dell’altro.

“È la bandiera Lgbt, a colori invertiti, simbolo delle comunità gay o comunità arcobaleno, insieme composito di organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali, transgender, quella impressa dall’amministrazione comunale, davanti la scuola media “Paolo Orsi”. Se si voleva dare un messaggio o un insegnamento, nel segno del rispetto di ogni essere umano, della integrazione e della non discriminazione, principi che condivido e che difenderei a qualsiasi costo, ritengo che farlo davanti qualsiasi scuola che, tra l’altro, non ha nel proprio programma ministeriale l’educazione sessuale, sia un errore, se non una provocazione – scrive in un post su Facebook – E poi perché a colori invertiti? Per mettersi al riparo da polemiche che, quindi, dinnanzi a questa voluta forzatura si era certi sarebbero arrivate? Siracusa un colore ce l’ha. È il verde della terra, del coraggio e della speranza, che esponiamo per Santa Lucia o l’azzurro della nostra squadra di calcio. Mi dispiace, ma non condivido. Non condivido affatto. Principi e valori che vanno riconosciuti e osservati planetariamente, vanno trasmessi ai giovani da chi è deputato a farlo, da soggetti competenti e formati e non da un’amministrazione, a questo punto probabilmente subdola, e certamente lacunosa su tutto, e che è chiamata, per compiti e doveri istituzionali, a dovere fare altro. Molto altro. Conosco tante persone che hanno un orientamento sessuale diverso dal mio, anche se non sono solito chiedere, ed io ce l’ho diverso dal loro. Sono persone perbene, alle quali, ogni volta che ho potuto, non ho mai fatto mancare l’amicizia, l’affetto, la vicinanza, il rispetto e il sostegno. È con l’esempio vero e concreto di ogni giorno, con la testimonianza reale, che si costruisce una società migliore. Non con i cerchi o con la pittura, a colori invertiti”.

Pronta la replica dell’assessore alla Mobilità e Trasporto Maura Fontana che così risponde a Bandiera:

Lo sforzo immane che richiede dare una simile interpretazione lascia intendere tutto il disagio di chi, non potendo trovare motivi reali inerenti il progetto per seguire la via della contestazione, si voglia appigliare disperatamente a ragioni recondite che però nel caso specifico risultano non solo false illazioni ma un offensivo riferimento che non si riconosce e si rigetta con forza. E allora non volendo attribuire a Edy Bandiera la malizia di volere a tutti i costi dare una spiegazione che sia offensiva e ripugnante per dire che tale invece sia l’intento del progetto, non rimane che trovare e
aggrapparsi alla migliore spiegazione che lo vede “ignorare” l’esatto significato del disegno esattamente nella sua successione cromatica: l’arcobaleno, ripreso poi anche nella simbolica bandiera della pace presente in tutte le scuole. Aggiungerei.. non a caso, disegno facilmente riconosciuto persino dai bambini … Si traggano le dovute considerazioni. A me rimane solo da dire che trovo vergognoso che un esponente politico, che dovrebbe essere un esempio per la società civile, utilizzi tali mezzucci per avere visibilità
”.

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