Linea Blu di Rai 1 tonerà a occuparsi di Siracusa. Lo farà nella trasmissione di sabato prossimo (21 maggio), a partire dalle ore 15 e15, e parlerà a lungo dell’Area marina protetta del Plemmirio, traendo spunto dal recente avvistamento di una foca monaca, e dell’acquedotto Galermi realizzato 2.500 anni fa e ancora funzionante. I servizi sono stati realizzati grazie alla collaborazione con la Film commission del Comune.

“Un’altra vetrina importante per Siracusa – commenta l’assessore alla Cultura, Fabio Granata – e per il suo patrimonio materiale e immateriale, realizzata grazie al lavoro della nostra Film commission. Una promozione di grande profilo e del tutto gratuita per la nostra Città d’Acqua e di Luce».

La puntata partirà mostrando delle immagini della foca monaca, un mammifero del Mediterraneo, avvistato in buona salute proprio a Siracusa, mentre stava alimentandosi.

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“Un evento eccezionale – aggiunge l’assessore Granata – perché dalle nostre parti non si vedeva questo magnifico mammifero marino da decenni. Due ragazzi l’hanno filmato dalla riva con i loro cellulari e hanno diffuso in rete le immagini immediatamente diventate virali. Le acque dove l’avvistamento è avvenuto sono quelle dell’Area marina protetta del Plemmirio, un tratto di mare indissolubilmente legato al ricordo del grande Enzo Maiorca”.

Donatella Bianchi, nel corso della puntata, racconterà di un progetto per il monitoraggio della salute del mare che coinvolge diverse aree marine protette italiane, a partire da quella siracusana, e racconterà anche la storia dell’antico acquedotto Galermi le cui acque ancora oggi arrivano a Siracusa.

“E proprio l’abbondanza d’acqua e la presenza del porto naturale che caratterizza la nostra Città, che permise ai primi coloni di fondare, su quello splendido lembo di terra che si chiama Ortigia, il primo antico insediamento urbano”, conclude l’assessore Granata.

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Come ogni sabato, ad accompagnare Donatella Bianchi nel suo viaggio, ci sarà Fabio Gallo, che racconterà, infine, di un progetto di ricerca per la salvaguardia, il recupero, la gestione e il ripopolamento delle popolazioni di una trota tipica della regione iblea nella magnifica cornice della Valle dell’Anapo.

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