Siracusa, Quadrilatero industriale tra passato, presente e futuro

Il Quadrilatero industriale tra passato, presente e futuro” è il titolo di un convegno online organizzato dalla Rete dei Beni Comuni Sicilia e da Generazioni Future. Si è trattato di un occasione per ricordare la storia del quadrilatero industriale Augusta-Siracusa-Priolo-Melilli dalle origini fino ai nostri giorni.

L’incontro è stata l’occasione per fare il punto sullo stato attuale dell’area industriale, illustrandone le prospettive in chiave futura. Il convegno, moderato dal giornalista e scrittore, Antonio Andolfi, è stato introdotto dal segretario nazionale di Generazioni Future Rodotà, Giusy Clarke Vanadia, e dalla rappresentante della Rete dei Beni Comuni Sicilia, Marisa Falcone. È seguito l’intervento dell’arciprete di Augusta, Don Palmiro Prisutto, da anni impegnato nella lotta per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini del quadrilatero industriale e che, proprio per tali motivi, è stato recentemente insignito dal ministero degli Esteri con il “Premio Cidu per i diritti umani”.

“Negli ultimi decenni i beni comuni, quali il mare, l’aria e il territorio del quadrilatero industriale sono stati fortemente compromessi e ci sono stati negati – ha detto Don Prisutto – . Infatti, oggi, abbiamo l’aria irrespirabile, il mare non fruibile perché inquinato, il territorio con discariche. Abbiamo avuto le morie di pesci, i pesci malformati, la mortalità per cancro, i bambini malformati o non nati. Le industrie del petrolchimico che inizialmente avevano portato il benessere alla lunga hanno determinato un grande malessere. Dubito che si possano bonificare i fondali della rada di Augusta in quanto non esiste una discarica capace di contenere milioni di metri cubi di fanghi tossici industriali”.

La situazione attuale del quadrilatero industriale è stata illustrata dal coordinatore del settore bonifiche dell’Arpa di Siracusa, Marcello Farina, che con l’ausilio di diapositive, ha descritto il Sin (Sito d’Interesse Nazionale) di Priolo, istituito con la legge 426/98 e perimetrato nel 2006, che comprende 5.814 ettari a terra e 10.161 ettari a mare distribuiti tra i 4 comuni del quadrilatero.

“Sugli ettari a terra sono pochissimi i progetti di bonifica approvati dopo anni di caratterizzazione – ha spiegato Farina – . L’unica bonifica portata a termine è stata quella di una parte della penisola Magnisi. In alternativa alle bonifiche si pensa di attuare delle messe in sicurezza. Per la bonifica della rada di Augusta, la caratterizzazione ha riscontrato una forte contaminazione dei sedimenti marini da mercurio, idrocarburi pesanti, piombo e esaclorobenzene. Tutte le specie ittiche della rada campionate presentano elevate concentrazioni di mercurio. Il progetto di bonifica prevede la rimozioni di 18 milioni di m3 di sedimenti da smaltire in casse di colmata. Ma il Tar ha annullato detto progetto perché vi sarebbero forti rischi di rimettere in sospensione i sedimenti contaminati ed ha disposto di limitarsi alla bonifica delle sole aree più contaminate”.

Le prospettive future del quadrilatero industriale sono state esposte da Antonio Andolfi e dal responsabile della commissione ambiente regionale di Generazioni Future, Corrado Gozzo. “Sono stati assegnati per la Zes (Zona Economica Speciale) della Sicilia Orientale ben 54,2 milioni di euro provenienti dal Pnrr – ha detto Andolfi – . Bisogna puntare sul porto turistico di Augusta e sul patrimonio archeologico dell’area, su aree di polmone verde, realizzare un museo dell’archeologia industriale, su centri di ricerca per le bonifiche sostenibili (fitorisanamento) come quella che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex centrale elettrica Enel-Tifeo”.

Da segnalare l’assenza al convegno degli amministratori locali dei Comuni del quadrilatero eccezion fatta per il vice sindaco di Augusta, Tania Patania.

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