Siracusa, rete idrica ammalorata. Il movimento “Civico 4” contro l’Amministrazione comunale

“Non si può amministrare una città senza conoscere, a tutti i livelli della gestione del patrimonio infrastrutturale, quali siano i punti di maggiore criticità (strade, scuole, uffici, pubblica illuminazione, impianti sportivi, impianti idrici) e, quindi, dove bisogna intervenire in ordine di priorità, per fornire servizi adeguati e per ridurre i disagi della cittadinanza”.
Da questa riflessione comincia l’analisi di “Civico4” che ha esaminato, questa settimana, lo stato di salute dell’infrastruttura la quale eroga il servizio idrico in città, anche a seguito dei numerosi guasti occorsi nelle ultime settimane, allegando alla presente nota un report su tutti i principali disservizi dell’ultimo anno, ovvero da agosto 2020 ad agosto 2021, partendo – peraltro – dalla consapevolezza di una rete di distribuzione che registra una perdita di acqua del 66% e che quindi avrebbe avuto bisogno di ben altro capitolato di appalto della “solita” boccata d’ossigeno di 24 mesi decisa dall’Amministrazione comunale, per fare interventi più numerosi e più importanti.
Le parti del territorio che soffrono maggiormente dal punto di vista della sospensione del servizio idrico a causa di guasti e disservizi – com’è facile verificare attraverso il report – sono quattro: Borgata, Ortigia, Cassibile e Fontane Bianche.
Di contro, l’allegato 9 del capitolato di appalto che per due anni orienterà le scelte dell’Amministrazione comunale in ordine agli interventi previsti di manutenzione, miglioramento ed espansione della rete, non prevede alcun intervento a sollievo delle criticità che caratterizzano la condotta che serve la Borgata, la quale viene colpita da riduzione o assenza di servizio nel 30% dei guasti occorsi nell’ultimo anno.
Anche Cassibile e Fontane Bianche non sono da meno, “perché – dichiara il leader Michele Mangiafico – un’Amministrazione comunale seria avrebbe dovuto pensare all’individuazione di ulteriori pozzi a servizio della zona balneare, sia perché quello attuale non riesce a sopperire alle necessità di quest’area nella stagione estiva, sia perché – qualora un domani un’altra Amministrazione (questa non lo ha pensato) pensasse di servire anche Arenella e Fanusa, lo farebbe col pozzo di Cassibile, che già da solo non è sufficiente per l’area che attualmente serve”.
Sempre dal punto di vista della manutenzione, alla consapevolezza degli ammaloramenti e delle perdite che caratterizzano le condotte di acciaio in adduzione ai serbatoi Teracati, Bufalaro Alto e Bufalaro Basso, non è seguita da parte dell’Amministrazione comunale alcuna iniziativa di manutenzione straordinaria all’interno del capitolato d’appalto.
Alla mancanza di criteri oggettivi nella scelta degli interventi di manutenzione da parte dell’Amministrazione comunale, “Civico4” aggiunge la “discrezionalità” con cui l’Amministrazione comunale ha scelto, sia nelle zone balneari sia in città, le strade che avranno il privilegio degli interventi di espansione della condotta, “boicottando” contrada Arenella o contrada Fanusa nella fascia costiera o contrada Pizzuta in città, per fare solo alcuni esempi. Anche in questo caso senza fornire alcuna spiegazione ai cittadini sui criteri di scelta. “E non è una questione di mancanza di progetti, che esistono, ma di volontà politica. – continua Mangiafico – Che fine ha fatto, per esempio, il progetto di estensione della rete in via Adria alla Pizzuta? Oppure quello relativo a via Prometeo, via Lago di Varese e via Lago Trasimeno a Fontane Bianche? Solo per non parlare di quello di via Mosco e via Trapani su cui già altri sono intervenuti. Opere lasciate nel cassetto, che riapriremo con l’ingresso della prossima Amministrazione comunale.”
Infine, il movimento chiede all’attuale Amministrazione comunale di chiarire il concetto espresso nel capitolato di appalto sul fatto che “la distribuzione delle acque sia al limite della potabilità” (pag. 11 della relazione tecnica del dirigente di settore) e quali iniziative l’Amministrazione intenda intraprendere da un punto di vista economico per mitigare il fatto di servire ai siracusani un’acqua di “pessima qualità”.
Sono noti infatti i limiti previsti dal DPR 236/88 relativamente alla quantità di cloruri e sodio, rispettivamente 250 mg/L e 200 mg/L.
“Di contro, a livello di informazione, – afferma Mangiafico – siamo fermi alla proroga regionale scaduta da diversi anni che consentiva alle società di gestione delle acque siracusane di utilizzare fonti di approvvigionamento idrico, in deroga, con valori massimi di 664 mg/L e 324 mg/L. È possibile conoscere in questo momento a quali valori si attesta l’acqua che utilizziamo proveniente dai pozzi dell’Epipoli? È interesse dell’attuale Amministrazione comunale farcelo sapere? Dobbiamo accontentarci delle due righe riportate in bolletta su prescrizione delle autorità sanitarie: “a causa delle cospicue concentrazioni di cloruro di sodio, potrebbero sussistere controindicazioni per le persone cardiopatiche e/o ipertese e comunque per tutti i soggetti affetti da patologie che comportano restrizioni al consumo di sale”? Attendiamo dall’Amministrazione comunale risposte e provvedimenti”.
“Civico 4” ritiene irrealizzabile l’obiettivo posto al punto 3) del programma degli interventi di utilizzo delle acque dell’Anapo, per il quale “sarà necessario – conclude Mangiafico a nome dell’intero movimento – anche il coinvolgimento di altri comuni e “sfidiamo” l’Amministrazione comunale a sostituire gli attuali pozzi con valori fuori norma grazie a questo progetto entro la campagna elettorale del 2023 quando dimostreremo che non sarà riuscita a farlo in quanto giudichiamo questo progetto “visionario” rispetto alle urgenze della città. I pozzi fuori norma vanno infatti sostituiti in un lasso di tempo più breve e “Civico4” ritiene che andassero individuate delle alternative fattibili nel territorio cittadino, per restituire ai siracusani un’acqua con valori dentro la norma”.

Condividi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: