Un viaggio tra informazione e disinformazione attraverso il mondo social e le diverse opportunità che già oggi offre l’intelligenza artificiale. L’ultima tappa del progetto “Articolo 21: istruzioni per l’uso” – che dallo scorso mese di novembre sta vedendo protagonisti circa 240 studenti di sette diversi Istituti d’istruzione superiori – si è svolta al Commerciale “Alessandro Rizza” con il quale hanno interagito da remoto tutti gli altri Istituti coinvolti. A rispondere alle sollecitazioni del giornalista Aldo Mantineo, ideatore e coordinatore del progetto -promosso dal Comune con diversi partner accademici, associativi e istituzionali – sono stati Nicola Bruno, delll’Università degli Studi di Reggio Emilia nonché direttore del programma “Open the box”; e Francesco Carlo Morabito, prorettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Ai relatori, agli studenti e ai docenti è andato in apertura il saluto e il ringraziamento, a
nome dell’Amministrazione comunale, del funzionario responsabile Giuseppe Prestifilippo che ha dato appuntamento alla cerimonia conclusiva che si svolgerà il 3 maggio prossimo, Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, nel Salone Borsellino.
Nicola Bruno, uno dei maggiori studiosi di fact checking, ha interagito con la platea degli studenti attraverso la piattaforma kahoot.it analizzando, in una logica di gaming, punti di forza e di criticità
dell’utilizzo dei contenuti di informazione diffusi dai social. La risposta degli studenti è stata immediata ed ha confermato quanta dimestichezza abbiano i ragazzi nell’individuare corretti percorsi di informazione anche sui social.
A Francesco Carlo Morabito è invece spettato il compito di raccontare cosa sia l’intelligenza artificiale, come progredisca sulla base dell’autoapprendimento e dell’adattamento agli stimoli ricevuti, e come interagisca col sistema dell’informazione.
A chiudere l’incontro è stato il videomessaggio rivolto agli studenti da Paolo Borrometi, vicedirettore dell’AGI, che vive sotto scorta dopo essere stato minacciato dalla mafia. Borrometi ha richiamato – nel trentennale delle stragi di Capaci e di D’Amelio – il valore e il ruolo della corretta informazione, un bene prezioso che non si esaurisce nel diritto-dovere del giornalista di informare ma si declina, soprattutto, nel diritto del cittadino a essere informato compiutamente.

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