Siracusa, zona industriale: il caldo mette a rischio i lavoratori

Polo petrolchimico siracusano - Crisi della raffinazione e il pericolo  chiusura delle industrie - Digitale terrestre free: canale 652

Le alte temperature registrate in questi ultimi giorni stanno creando notevoli disagi ai lavoratori della zona industriale del quadrilatero Augusta-Priolo-Melilli-Siracusa. Per tale motivo i segretari di Fim, Fiom e Uilm Siracusa, rispettivamente Angelo Sardella, Antonio Recano e Santo Genovese, hanno inviato una lettera all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, alla Direzione dell’Asp di Siracusa, alla Prefettura ed a Confindustria in cui si espone il problema e si avanzano determinate richieste.

“Alle condizioni climatiche esterne – scrivono i tre sindacalisti – si aggiungono spesso fattori di stress specifici ravvisabili, per esempio, in capannoni privi d’isolamento termico e adeguato ricambio d’aria o in postazioni interne alle aree del petrolchimico dove alle temperature esterne si aggiungono ulteriori sorgenti di calore e umidità”.

“Nella zona industriale – proseguono i tre segretari – troppo spesso viene applicato un principio discrezionale e variabile che funge da deterrente per le imprese dell’indotto che limitano, per il timore di un non accoglimento, la richiesta di Cig (Cassa integrazione guadagni) e omettono una corretta valutazione utile a mettere in campo tutte le iniziative necessarie alla tutela della salute dei lavoratori”.

Le tre sigle sindacali metalmeccaniche chiedono che vengano prese delle misure concrete per aggiornare i criteri di valutazione per la concessione della Cig. Inoltre chiedono azioni formative ed un programma di allerta e gestione del rischio legato alle alte temperature, previsti dal Piano operativo provinciale deliberato dall’Azienda Sanitaria Provinciale aretusea lo scorso 11 giugno.

“Occorre un protocollo che con direttive e indirizzi chiari – affermano Sardella, Recano e Genovese – non lasci alibi alle aziende nella tutela della salute dei lavoratori. L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 e il tragico bollettino, che ogni giorno da Nord a Sud riporta il numero di morti e feriti sul lavoro, impone una particolare attenzione alla salute e sicurezza a partire dai luoghi di lavoro. Riteniamo infatti che il Decreto legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) sia tuttora largamente inattuato, non solo per inadempienze da parte dei responsabili aziendali, ma anche perché non viene garantita la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze”. “È fondamentale – concludono – che le aziende applichino alla lettera quanto previsto dalla normativa e se per ottenere ciò saranno necessari periodi di sospensione e/o riduzione delle attività lavorative metteremo in atto tutte le iniziative di lotta a tutela della salute, del lavoro e del reddito – concludono i tre segretari -. Come organizzazioni sindacali richiediamo quindi un’azione immediata per la piena attuazione delle normative vigenti che vengono sistematicamente disattese in nome del profitto”.

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