Lungo intervento dell’assessore comunale Fabio Granata, per fare chiarezza sul teatro comunale di Siracusa. L’assessore alla cultura ha ripercorso il lungo e complesso iter del recupero di quell’edificio, racconta il suo impegno e spiega lo stato attuale dei lavori per consentire la riapertura definitiva del teatro di Ortigia.
“Il Teatro Comunale di Siracusa era chiuso dal 1957 (definitivamente dal 1962, ndr) nella assoluta indifferenza della città ma soprattutto della sua classe dirigente e dei vertici burocratici del Comune. La storia del suo recupero inizia nel 2004 quando, da assessore regionale ai Beni Culturali, decisi di destinare circa 5 milioni di euro per la sua ristrutturazione, restauro e riapertura. Quella mia decisione diede il primo fondamentale contributo per la sua rigenerazione e la sua riapertura. Si trattò in effetti dell’avvio di una autentica ricostruzione poiché trovammo saccheggi e macerie”, ricorda oggi.
“Solo la perizia dei progettisti dell’Istituto Regionale per il Restauro diretto dall’architetto Meli e delle maestranze da noi incaricate – ripercorre ancora Granata – riuscirono a riedificare gli interni e a porre le basi per la riapertura, con lavori portati avanti in tempi europei. Mancavano le finiture, gli arredi e i macchinari scenici che furono via via completati dalle amministrazioni comunali successivamente insediatesi”.
”L’attività del Teatro – continua Granata – era pian piano ripresa grazie alla nostra inedita attenzione e passione, sindaco Italia in testa. Nel 2018 venne anche presentato al pubblico un cartellone teatrale e musicale, prodotto direttamente dall’assessorato alla cultura, per una stagione protrattasi sino all’estate successiva. Ma proprio al culmine di questa rinascita sopraggiunse il Covid e con esso la triste chiusura, per due anni, di tutti i teatri italiani. E nel cuore di questo buio tunnel legato alla Pandemia, un fulmine colpiva il tetto del teatro arrecando gravissimi danni alla impiantistica e rendendo praticamente impossibile la ripresa delle attività”.
“Presto restituiremo definitivamente questo gioiello architettonico, ai cittadini e al mondo della cultura – assicura Granata -. In questo modo finalmente si spera possano mettersi da parte polemiche inutili e riportare all’auspicato silenzio qualche ‘grillo parlante’ in servizio permanente effettivo e qualche sedicente operatore culturale, conosciuto più per piccole vicende giudiziarie di paese che per particolari ‘imprese’ nel settore teatrale”. Frase che rinfocola la polemica a distanza con il deputato regionale Carlo Auteri (FdI).

Pronta la risposta del neo parlamentare regionale, Auteri: “Quello dell’assessore Fabio Granata è stato un colpo di fulmine, ma nei confronti della politica. Si è innamorato ed ha deciso di non fare altro nella vita. Ma dire che un fulmine ha colpito il teatro comunale, che per questo è diventato inagibile, significa offendere l’intelligenza dei lettori e dei professionisti. Non è stato capace di farsi rilasciare il certificato di prevenzione incendi in 5 anni di amministrazione. Nella sua lunga disamina, l’assessore alla cultura afferma che “dopo il Covid un fulmine avrebbe colpito il tetto arrecando danni gravi all’impiantistica“. Dare la colpa al maltempo è comodo, al fulmine è un capolavoro. “Vendersi” la sostituzione delle manichette e degli estintori, così come la manutenzione delle grondaie come lavori eseguiti dall’amministrazione comunale in questi anni è paradossale: si chiama ordinaria amministrazione. Poi, se a maggio i siracusani vorranno votare questi avventurieri saranno liberi di farlo. Avevo chiesto, ma non ho ricevuto risposte, su come sia possibile gestire il teatro comunale di Siracusa in questo modo“. 

“Ribadisco che – prosegue Auteri – l’associazione “Teatro della città” ha ricevuto in affidamento la gestione con passaggio formale a settembre 2021 per una durata di 5 anni, ma ancora non ha avviato alcuna operazione. La gestione di questa struttura è stata concepita male e difficilmente porterà utili all’azienda, a meno di abbonamenti troppo costosi. Il privato deve corrispondere 80 mila euro l’anno al Comune, la domanda è: ha già pagato una prima tranche? E perché non ci sono notizie sui programmi dell’amministrazione comunale? Eppure, silenzio. Granata preferisce offendere e parlare, cito, di “sedicente operatore culturale, conosciuto più per piccole vicende giudiziarie di paese che per particolari “imprese” nel settore teatrale”. Ebbene, Granata è molto distratto, probabilmente, perché è chiuso nelle sue stanze. Quando era assessore regionale al Turismo, mentre giocava a fare eventi culturali con i soldi pubblici, è riuscito a concludere la legislatura e a non essere rieletto facendosi bocciare dagli elettori. Io, invece, stavo creando il “Circuito Regione Sicilia, rimettendo in marcia 21 teatri chiusi ma con i soldi dei privati e coinvolgendo 110 teatri in tutta Italia“. 

“Potrei parlare ancora a lungo di ciò che ho fatto in carriera, non politica e – aggiunge Auteri – parlo con cognizione di causa, perché so che cosa vuol dire gestire un teatro. Io. E mi spiace che Granata non riesca ad accettare le critiche. Lo ha dimostrato lo scorso settembre quando spinse ed aggredì un residente che lo stava contestando durante l’ennesima inaugurazione, quella volta di una semplice lapide restaurata sulla facciata della casa Natale di Elio Vittorini. Neanche allora si dimise, evidentemente il posto di assessore lo considera scolpito nella pelle e i siracusani lo stanno subendo. La gestione della cultura è nelle mani di un incapace che offende l’intelligenza degli esperti del settore. Ma volevo rassicurare tutti: questa gestione sta finendo e Granata notoriamente non riesce ad avere consensi tra l’elettorato, quindi a meno di non ritrovarselo folgorato (lui sì) sulla via di Damasco da un altro sindaco così coraggioso da affidargli questa rubrica, non ci saranno più personaggi in cerca di autore. E di poltrone“.

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