Vaccino Astrazeneca, si cambia ancora: raccomandato per chi ha più di 60 anni ma avanti con le seconde dosi

Ema, conferenza stampa su vaccino AstraZeneca alle 16 - Ultima Ora - ANSA

Il Consiglio superiore di sanità, recepito il responso dell’Ema che parla di un “possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi”, dirama le nuove linee guida per l’uso del vaccino Astrazeneca: è raccomandato sopra i 60 anni ma non è vietato negli under 60. Che significa? Nulla. Il Csm da una parte consiglia il siero anglo-svedese “solo per chi ha dai 60 ai 79 anni” (oltre subentra Pfizer) ma dall’altra non lo proibisce per i più giovani. E soprattutto non ravvisa elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose per quanti, un po’ preoccupati, hanno già ricevuto la prima. “Mentre l’altra volta non si era trovato un nesso di causalità con le trombosi, oggi è dichiarato plausibile anche se non dimostrato – ha spiegato il presidente, Franco Locatelli -. È più frequente fino ai 60 anni di età, con complicanze più in soggetti donne e sotto i 60 anni. Ma solo dopo la prima somministrazione – sostiene -, nell’arco di due settimane. Sulla seconda i numeri sono ancora troppo bassi ed è più difficile trarre conclusioni”. Nel dubbio, meglio andare avanti perché il limite d’età è solo una indicazione prudenziale, per scoraggiare la psicosi, e comunque “i vantaggi derivanti dalla vaccinazione” con AstraZeneca – affermano gli esperti – “superano di gran lunga i potenziali rischi, molto rari”: il siero anglosvedese, concordano tutti, “ha dimostrato un’efficacia fra l’80 ed il 100% nel prevenire sia l’ospedalizzazione che la morte nella popolazione anziana”. In Europa si continua tuttavia a procedere in ordine sparso: alcuni paesi, come Francia e Belgio, abbassano l’asticella sotto i 55 anni; altri come Olanda, Danimarca e Norvegia hanno ancora bloccato i lotti in attesa di ulteriori accertamenti. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia a breve la pubblicazione di documento con tutte le “istruzioni per l’uso” ma – con questo nuovo paletto anagrafico – per raggiungere l’obiettivo delle 500mila dosi al giorno, entro fine aprile, il tormentato piano vaccinale italiano andrà di nuovo rimodulato.  

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