Vaiolo delle scimmie, individuato il primo caso in Italia. E oggi sono arrivati a tre e sono tutti in carico all’Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma.. Si tratta di una rara malattia virale che si trova per lo più nei Paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale, è causata dal Monkeypox virus che appartiene al gruppo degli orthopoxvirus. Bisogna preoccuparsi? Ecco cosa ne pensano gli esperti.

Il virologo Matteo Bassetti, intervenendo a “Un giorno da pecora” su Radio 1, spiega che finora sono stati accertati una ventina di casi, ma “ne vedremo molti di più: arriveremo a qualche migliaio”.

Nei prossimi giorni qualche migliaio di casi di vaiolo". La previsione di Matteo  Bassetti - ilGiornale.it

“Avevo detto – sottolinea Bassetti – che avremmo avuto dei casi in Italia di vaiolo delle scimmie, Spagna e Portogallo sono dietro l’angolo. Ora è un problema europeo e globale, dobbiamo fare molto bene il tracciamento e far sì che si fermi un focolaio che è partito”.

“Una cosa positiva – avverte – è che chi è vaccinato per il vaiolo dovrebbe essere coperto, ma questa vaccinazione dal 1974 in poi non è stata fatta. Una parte importante della popolazione non ha il vaccino del vaiolo e potrebbe essere scoperta”.

Cosa è il vaiolo delle scimmie

Il vaiolo delle scimmie è una zoonosi silvestre – ovvero una malattia riguardante gli animali selvatici – con infezioni umane accidentali, che di solito si verificano nelle parti boscose dell’Africa centrale e occidentale.

Come si trasmette, cosa sappiamo finora

I sintomi (tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee) possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose.

La malattia – spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità – spesso si esaurisce con sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni, non è molto contagiosa tra gli uomini e si trasmette attraverso l’esposizione alle goccioline esalate e dal contatto con lesioni cutanee infette o materiali contaminati.

Vaiolo delle scimmie in Italia: "È la prima volta che passa da uomo a uomo"  - la Repubblica

La cura

Sebbene un vaccino (MVA-BN) e un trattamento specifico (tecovirimat) siano stati approvati per il vaiolo delle scimmie, rispettivamente nel 2019 e nel 2022, queste contromisure, avverte l’Oms, non sono ancora ampiamente disponibili e le popolazioni di tutto il mondo di età inferiore ai 40 o 50 anni non beneficiano più della protezione offerta da precedenti programmi di vaccinazione contro il vaiolo.

Possibili restrizioni sui viaggi?

L’Oms, al momento, “non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi e gli scambi commerciali con il Regno Unito sulla base delle informazioni disponibili in questo momento”, e ha organizzato una riunione di esperti sul vaiolo delle scimmie e sugli orthopoxvirus, la più ampia famiglia di virus del vaiolo, per l’inizio della prossima settimana.

Tra le questioni che gli esperti, probabilmente, affronteranno c’è un apparente cambiamento nell’epidemiologia della malattia nei paesi in cui il virus è endemico che si è verificato negli ultimi anni.

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