Approvato, ieri sera, dal Consiglio il testo della manovra, il documento programmatico di economia e finanza per l’anno 2023. Una manovra, tra l’altro, mai presentata così tardi rispetto alle scadenze del calendario, considerando le inedite elezioni “autunnali” e i conseguenti tempi per la formazione del governo e dell’avvio della sua attività. È prevista per stamani alle 10 la conferenza stampa della presidente del Consiglio Meloni, per presentare le misure adottate.

“Un’importante e coraggiosa manovra economica a sostegno dei cittadini – le prima parole della premier – con particolare attenzione ai redditi bassi e alle categorie in difficoltà. L’Italia torna a correre”.

Pensioni minime e “Quota 43“

I partiti che appoggiano la maggioranza dell’esecutivo Meloni si dicono soddisfatti dopo una lunga trattativa per difendere i provvedimenti “di bandiera“, nelle ore e nei giorni precedenti. Da Forza Italia, che rivendica l’aumento delle pensioni minime (da 523 a circa 600 euro) alla Lega, le cui istanze sono state accolte. Soprattutto, la cosiddetta “Quota 103“, ossia il sistema per cui si potrà andare in pensione con 62 anni d’età e 41 di contributi versati. Si tratta, comunque, di una soluzione “ponte”, valida per il solo 2023, in attesa di una riforma complessiva. Si valuta anche la possibilità di recuperare altre risorse, tagliando la rivalutazione delle pensioni all’inflazione per gli assegni più alti.

Sempre in ambito pensionistico, cambia “opzione donna”, vale a dire il calcolo che consente alle lavoratrici (con almeno 35 anni di contributi), di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti. A quanto si apprende, “opzione donna“ viene sì prorogata di un anno ma anche legata al numero di figli: si esce a 58 anni con due o più figli, a 59 se si ha un solo figlio e a 60 chi non ne ha.

Ma tra i provvedimenti richiesti a gran voce dal Carroccio c’era anche la flat tax (aliquota del 15% con un’estensione fino ai redditi pari a 85 mila euro, per le partite Iva).

La riforma del Reddito di cittadinanza, abolito dal 01/01.24

Dal 1 gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza verrà abolito per tutti – occupabili e non – sostituito tout court da una nuova riforma, “perché serve un cambiamento a 360 gradi“, hanno commentato fonti del governo.

La battaglia più dura è stata proprio quella su questa misura, con Lega e Forza Italia inclini a una soluzione soft rispetto a quella prospettata da Fratelli d’Italia per chiudere sostanzialmente subito, sostiene FdI, con un provvedimento assistenzialista che ha disincentivato il lavoro. La Lega fino all’ultimo proponeva un’uscita più graduale.

L’ipotesi di una cancellazione immediata del beneficio già dal 1° gennaio ’23 (che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi) è apparsa troppo radicale. Una mediazione proposta dalla ministra del Lavoro, Maria Elvira Calderone, prevedeva un anno “cuscinetto” (fino al 31 dicembre 2023), in cui inserire i lavoratori occupabili nel mondo del lavoro (circa 650 mila degli attuali percettori del Reddito). Alla fine il governo ha deciso di ridurre questa finestra a otto mesi e il beneficio si perderà già al primo rifiuto, anche di un impiego per pochi giorni. Il risparmio atteso è stimato di 734 milioni di euro.

Flat tax e assegno unico per i figli

Viene confermato, ma con una novità, il regime fiscale forfettario al 15%, con soglia di reddito aumentata da 65mila a 85mila euro, ma viene introdotta anche una flat tax incrementale al 15% e si applica sull’incremento rispetto al maggiore dei redditi dichiarati nei tre anni precedenti.
Arriva una maggiorazione dell’assegno unico anche per chi ha il primo figlio: secondo quanto si apprende oltre al raddoppio della maggiorazione forfettaria dell’assegno unico universale per i nuclei numerosi a partire dal terzo figlio (che passerebbe quindi da 100 a 200 euro), arriverà un sostegno rafforzato anche per il primo figlio.

Iva e “Social card“

L’Iva scenderà al 5% sui prodotti di prima necessità per l’infanzia (come i pannolini) e gli assorbenti mentre salta la cancellazione dell’imposta sul valore aggiunto per pane, pasta e latte. Prevista l’estensione, a chi ha un reddito inferiore a una soglia attorno ai 20 mila euro, della Social card. La carta per gli acquisti per beni di prima necessità, che oggi è concessa a over 65 e bimbi sotto i tre anni con particolari requisiti (titolari i genitori), sarebbe cumulabile con la pensione minima e – come già avviene – verrà distribuita dai Comuni.

Taglio del cuneo, caro energia, danni per il maltempo

Tra le altre misure c’è il taglio del cuneo fiscale (un vantaggio netto che varia dai 24 ai 45 euro netti a mese, per 13 mensilità di stipendio, per i redditi compresi tra i 15 mila e i 30 mila euro), interamente a favore dei lavoratori. Così come le misure per arginare il caro-energia, con un mix di interventi che vanno dal potenziamento del bonus sociale ai crediti di imposta rafforzati per le piccole e medie imprese (innalzamento dal 30 al 35%).

Dl fisco: dal 1° dicembre la benzina aumenta di 10 cent/litro

Dal 1° dicembre 22 lo sconto sulla benzina e il gasolio passa da 0.25 per litro a 0.15 mentre per il gpl da 0.085 per kg a 0.051. La riduzione degli sconti non ha effetto sugli autotrasportatori che possono contare su altri regimi agevolati. Lo stabilisce il decreto legge fiscale, approvato stasera in Consiglio dei Ministri. Previsti 200 milioni per le Marche per il 2022 (ai quali si aggiungono ulteriori 200 milioni nel ddl di bilancio).Per il trasporto pubblico locale ci sono 200 mln nel 2022; 150 nel 2023; 100 nel 2024. 

Gli altri provvedimenti: decontribuzione e multe stradali

Una decontribuzione fino ad un massimo di seimila euro per le aziende che intendono assumere a tempo indeterminato giovani under 36 che hanno già un contratto a tempo determinato. Lo sgravio si applica anche per i percettori del Reddito di cittadinanza. Nella manovra entra anche una norma per bloccare l’automatismo previsto dal Codice della strada, che da gennaio 2023 farebbe scattare un aggiornamento al rialzo degli importi delle multe stradali. Infine, secondo quanto si apprende, il Consiglio dei Ministri ha sciolto i consigli comunali di Anzio e Nettuno.

I primi commenti vengono dai capigruppo di Forza Italia al Senato e alla Camera dei Deputati, Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo: La legge di bilancio era in gran parte obbligata: è necessario dare un sostegno deciso e concreto alle famiglie e alle aziende in difficoltà per il caro energia e a questo scopo vengono destinate la quasi totalità delle risorse disponibili. La necessità di affrontare questa emergenza dovuta alla situazione internazionale ha obbligato la maggioranza a rinviare alcuni interventi, che pure sarebbero stati importanti.

La premier Giorgia Meloni rinvia  questa mattina la presentazione dei contenuti della sua manovra.

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