Il teatro greco di Siracusa si prepara a vivere un’altra notte “magica”: questa sera tocca a Gianna Nannini e al suo attesissimo concerto. La rocker senese è pronta a far saltare di gioia i suoi fan con una delle ultime date estive del tour italiano, per poi proseguire in autunno nei teatri.

Il 2022 della Nannini è cominciato con il tutto esaurito nel tour teatrale in Italia con la sua Laband, i concerti ad aprile a Londra, Lussemburgo, Parigi e Bruxelles, poi il successo allo Stadio Artemio Franchi di Firenze e l’emozione del più grande evento musicale di sempre contro la violenza sulle donne “Una. Nessuna. Centomila“ alla RCF Arena Reggio Emilia (Campovolo).

È accompagnata nel tour estivo da Davide Tagliapietra alla direzione musicale. Sarà un tour elettro acustico con una scaletta che comprende le sue hit e tante sorprese, brani recenti come “La Differenza“, “L’aria sta finendo” e “Motivo”, e quelli storici che hanno segnato la sua carriera come “Primadonna“, “Revolution” e “Sei nell’anima”.

Sul concerto al Teatro Greco di Siracusa della brava cantante toscana, intanto, riaffiorano le polemiche sulla opportunità o meno dell’utilizzo dell’antico teatro per manifestazioni di musica leggera.

“Sì alla musica classica, no ai concerti rock al teatro Greco di Siracusa“. Lo pensa Vittorio Sgarbi, dopo la presa di posizione di un gruppo di archeologi che si sono dichiarati contrari al calendario estivo all’interno del Parco archeologico della Neapolis, perché preoccupati per la salute dello storico sito.

“Io sono d’accordo per la musica classica al teatro greco, ma no ai concerti rock, come per esempio quello di Gianna Nannini – dice il critico d’arte – perché il pubblico rock è più caotico e meno attento. Tanto per fare un esempio: anni fa, dopo un concerto rock all’Arena di Verona, sono state trovate tante bottiglie di birra abbandonate tra quelle pietre storiche. Chi va a sentire la musica classica, invece, generalmente ha un atteggiamento più tranquillo, è anche una questione di sicurezza”.

“Gianna Nannini è una mia amica e, quindi, non vuole essere un attacco a lei personalmente, ma solo un esempio – conclude – per lei e per il rock bisogna cercare altre aree per i concerti, tipo lo stadio. Ma non i teatri storici”.

Giuliano Volpe, presidente della Federazione delle consulte universitarie di archeologia, non ha dubbi: «Gli unici paletti riguardano la tutela del bene. È evidente che qualsiasi iniziativa può essere realizzata, se ci sono le condizioni per farla nel rispetto del bene, senza danneggiare il monumento. Il teatro è pensato per ospitare spettacoli, e avviene con le tragedie dell’Inda, e con le dovute accortezze si può utilizzare anche per i concerti. Per la musica classica, così come per la musica rock. Io ne approfitterei per fare un’azione di educazione al patrimonio. Far capire in che luogo si trovano gli spettatori e magari conquistare fette di pubblico che non frequenta questi siti».

L’ex assessore regionali ai beni culturali, Fabio Granata, nonché componente della Giunta Italia a Siracusa, è uno dei promotori dei concerti nella cavea millenaria: «I grandi concerti al Teatro Greco sono stati scelti in base alla qualità dello spettacolo e degli artisti stessi, e sono compatibili con il più antico e importante Teatro Greco del mondo. I concerti si svolgeranno sulla stessa struttura lignea allestita dall’Inda, che protegge le antiche pietre attraverso un sofisticato metodo di costruzione. La stessa struttura che ha accolto, quest’anno, migliaia di spettatori per spettacoli teatrali spesso amplificati con picchi di decibel più alti di quelli dei concerti».

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