anzianiLa Procura apre un’inchiesta sull’aggressione dell’anziano di 80 anni, Giuseppe Scarso, bruciato mentre si trovava nella sua abitazione. L’uomo si trova ancora ricoverato all’ospedale “Cannizzaro” di Catania e versa in gravissime condizioni. L’accusa è di tentato omicidio colposo e il cerchio sembra stringersi intorno ai responsabili del terribile gesto. L’anziano era da mesi diventato il bersaglio di un gruppo di adolescenti, tra i 12 e i 16 anni, che si prendevano gioco di lui. Secondo le ultime ipotesi, ad aggredire Scarso sabato sera non sarebbero però stati gli stessi giovani ma una gang di 20enni che non è escluso abbia voluto vendicare proprio quel gruppo di adolescenti che da mesi avevano preso di mira l’ottantenne. Intanto, il caso sbarca su Canale 5 all’interno di un noto talk show dove il vicino di casa di Giuseppe Scarso, in collegamento da Siracusa, ha raccontato di avere visto tre persone incappucciate.

Dopo giorni di silenzio interviene anche il nipote della vittima, che in un post su Facebook ha espresso i suoi pensieri.

La lenta agonia di mio zio continua inesorabile. Un volto distrutto, una testa fasciata.
Un’altra vittima della violenza umana. Viveva in modo diverso da tanti altri, in modo diverso anche da noi, nelle sue quotidiane passeggiate in bicicletta alla ricerca del suo mondo fatto di semplicità, di poche parole e pochi contatti. La sua scelta di voler vivere da solo nonostante la sua eterna sofferenza legata a problemi di salute che lo affliggono da quand’era ragazzo. Ma questo non dava diritto a nessuno di colpirlo: la diversità di essere, la debolezza o la solitudine non può giustificare nessuna violenza o ritorsione o sopraffazione”.

 

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