La manifestazione regionale per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, che si è svolta all’Urban Center di Siracusa, su iniziativa dell’Autorità della Regione garante dei disabili, la neuropsichiatra infantile Carmela Tata e del Co.Pro.Dis di Siracusa, che comprende le associazioni della nostra provincia e che è presieduto da Lisa Rubino, ha acceso i riflettori sullo stato della disabilità in Sicilia.

A Salvo Sorbello, riconosciuto esperto di politiche sociali e già responsabile nazionale dei comuni italiani per le politiche familiari, è stato affidato il compito di coordinare i lavori di una giornata che ha visto interventi assai qualificati.
In apertura, il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, con un suo videomessaggio, ha messo in luce l’importanza dell’incontro. Il ministro ha rivolto un appello, condiviso in sostanza anche dal neo assessore siciliano alla famiglia, Nuccia Albano, a garantire la massima tutela alle famiglie che amano e curano i propri cari con disabilità, tenendo in particolare considerazione i bambini e gli adolescenti che hanno il diritto di essere educati, istruiti e formati, perché possano avviare un percorso di inclusione nella vita sociale e lavorativa.
Giuseppe Ciulla, presidente regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Salvo Raffa, presidente del Csve e l’assessore alle politiche sociali di Siracusa, Concetta Carbone hanno evidenziato l’importanza del tema affrontato dal convegno: la qualità della vita delle Persone con condizioni di disabilità.
E’ seguita una tavola rotonda, alla quale, oltre alla Carbone, hanno partecipato il rappresentante dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta, la dirigente generale del dipartimento regionale della Famiglie e delle Politiche Sociali, Maria Letizia Di Liberti, che ha illustrato in maniera dettagliata un piano che l’assessorato sta ponendo in atto per sostenere l’attività dei distretti sociosanitari, l’arch. Andrea Ferretti, presidente
nazionale dell’associazione Peba onlus, l’avv. Pierfrancesco Rizza, della Rete Civica della Salute, Salvatrice Rizzo, del Centro per l’Impiego di Palermo e Maria Concetta Storaci, dell’Ordine degli assistenti sociali della regione Sicilia.
Di particolare interesse anche gli interventi dei rappresentanti di associazioni, da Raffaele Ciccio a Carmela Carbonaro, Giuseppe Scalisi e Giuseppe Auteri.

L’incontro di Siracusa è servito a ribadire che il concetto di Qualità della vita riferito alla persona con condizione di disabilità, rappresenta una rivoluzione culturale nella valutazione dell’utilità delle pratiche sociali, educative e sanitarie. Il sistema di servizi dovrebbe infatti intervenire per permettere alle Persone con disabilità di avere una vita più soddisfacente, indipendentemente dalle condizioni psico-fisiche e dal
giudizio prognostico, in una prospettiva di inclusione sociale e di pari opportunità.
Affinché si ottenga una vera inclusione, i vari interventi devono essere coordinati sia per evitare sovrapposizioni che risulterebbero inefficaci sia per indirizzare in modo finalizzato e funzionale i provvedimenti definiti. Secondo questa visione il principale strumento è dato dalla predisposizione del progetto individualizzato così come declinato dall’art.14 della L328/2000, che crea percorsi personalizzati in cui i vari interventi sono coordinati in modo mirato e sinergico, massimizzano i benefici, a differenza degli interventi settoriali e disgiunti, e rispondono ai bisogni ed alle aspirazioni del beneficiario.
Nello specifico, secondo la L. 328/00, il Comune deve predisporre, d’intesa con la A.S.P., un progetto individuale, tenendo conto delle esigenze, degli interessi e delle potenzialità della persona con disabilità richiedente, che non viene più vista come un utente di singoli servizi ma persona nella sua globalità con i suoi diritti.
Deve essere però chiaro, è stato ribadito nel corso del convegno siracusano, che il “progetto di vita” non può ridursi a un piano di sostegni che traguarda obiettivi in ambiti isolati (scuola, riabilitazione, assistenza, abilitazione funzionale e sociale), ma deve considerare l’insieme coordinato degli obiettivi e dei modi per raggiungerli, onde garantire un percorso di vita unitaria e non frammentato ,come è la vita di ciascuna persona.
A Siracusa è stato fatto un annuncio molto importante: per ottenere risultati soddisfacenti in materia di progetti di vita individuali e consapevoli delle difficoltà dei servizi che devono operare in tal senso, l’assessorato regionale della famiglia individuando le criticità nella carenza di personale e nella formazione ad hoc, sta organizzando, su proposta della Garante regionale, Carmela Tata, uno specifico corso di formazione. Questo includerà sia gli operatori sociali dei comuni, sia gli operatori delle UVM, sia
rappresentanti di Associazioni e rete civica per definire procedure uniche per tutta la regione, costruite su buone prassi e con la compartecipazione di tutti gli attori e, soprattutto, della rappresentanza delle Persone interessate, così come vuole lo spirito della legge che mette al centro del progetto individuale la Persona e la sua autodeterminazione.
Il convegno ha affrontato, inoltre, gli altri due pilastri che contribuiscono a definire la qualità della vita: l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’inclusione lavorativa.
La dottoressa Rizzo, del Centro per l’Impiego di Palermo e Monreale, ha illustrato una carta dei Servizi che informa sui requisiti, le normative, le procedure per l’inserimento lavorativo mirato affinché nessuno venga lasciato indietro. Diffondere e pianificare le modalità d’inserimento lavorativo può dare indicazioni specifiche per i giovani che hanno completato il ciclo scolastico e che si trovano disorientati per il
“cosa fare” dopo.
E’ emersa inoltre la problematica dei malati psichiatrici, dei percorsi assistenziali poco coordinati, della necessità di un potenziamento dei Servizi Territoriali.
La presidente del Coordinamento provinciale disabilità esprime soddisfazione per la giornata per le importanti presenze e per il pubblico attento, per la risposta dei relatori invitati perché hanno dimostrato la vicinanza e la partecipazione attiva ad un organismo che opera sul territorio da 20 anni. “Inoltre incontrare persone che sono al nostro fianco da diverso tempo è una delle ragioni delle motivazioni che ci fa continuare a lavorare sempre con un metodo propositivo, lasciamo ad altri critiche e gli atteggiamenti violenti. L’unica strada per poter affrontare tematiche importanti come quelle della disabilità, nel rispetto della stessa, non può non essere la condivisione e l’atteggiamento propositivo e come stato più volte detto nel convegno siracusano, affrontarlo con il coinvolgimento delle associazioni di delle famiglie e di persone con disabilità, portatori di un “interesse” che non possiamo dire tale ma
potremmo meglio definire “bisogno”. Il mio personale ringraziamento – conclude Lisa Rubino – va alla garante Carmela Tata, poiché ha voluto dare un taglio importante, di respiro non solo provinciale e ci ha dato l’opportunità di ascoltare relatori provenienti da più parti dalla regione e anche da fuori Sicilia e questo è un segnale di apertura , ma anche di disponibilità ad acquisire nuovi metodi, buone
prassi e poterle applicare sui nostri territori”.

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