Il prezzo del carburante in Sicilia continua a salire inesorabilmente. E la benzina in particolare: secondo il ministero delle Imprese e del made in Italy, che pubblica gli aggiornamenti dei prezzi medi per regione, in Sicilia, al 20 febbraio, la benzina è costata, al self service, 1,869 euro al litro, contro la media nazionale che si ferma a 1,864 euro. Anche il gasolio cresce: sempre in modalità di erogazione self service, sull’Isola costava 1,827 al litro, poco meno della media nazionale, che arriva a 1,832 euro.

Numeri allarmanti, se si confrontano i dati con quelli relativi al primo febbraio, poco meno di un mese fa: secondo i dati forniti a suo tempo dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), la Sicilia si trovava al quartultimo posto della classifica nazionale per quanto riguardava il gasolio, con una spesa al litro di 1,817 euro. In 20 giorni, quindi, il prezzo è schizzato con un aumento di circa 5 centesimi al litro.

Ancora maggiore l’aumento per il gasolio, che era fermo, il primo giorno del mese in corso, a 1,761 euro al litro, con una differenza di circa 6 centesimi al litro. Si sono mantenuti invece sostanzialmente fermi i prezzi del metano, che al 19 febbraio al servito è costato 1,683 euro al litro, e il gpl, anche questo con erogazione servita, a 0,774 euro al litro.

“Prosegue la corsa dei carburanti che dura ininterrottamente da un mese. In appena una settimana la benzina sale dell’1,3%, il gasolio dell’1,72% con un pieno da 50 litri che costa, rispettivamente, 1 euro e 20 cent e 1 euro e 55 cent in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

“Ma quello che preoccupa è che in appena un mese, ossia dalla rilevazione del 15 gennaio, non solo sia la benzina che il gasolio hanno sfondato la soglia di 1,8 euro al litro, ma un litro di benzina self è aumentato di oltre 9 cent, +5,4%, pari a 4,75 euro in più per un pieno di 50 litri, mentre per il gasolio il rincaro è di quasi 11 cent al litro, +6,3%, pari a 5,4 euro in più a rifornimento”.

Il rischio è che l’aumento attuale non abbia solo ricadute dirette sulle tasche degli automobilisti, ma vada ad avere effetti anche sulla merce trasportata, andando così a far aumentare l’inflazione. La questione del prezzo dei carburanti è sempre viva ma da sempre irrisolta: se il costo all’origine del petrolio influisce senza alcun dubbio sul prezzo finale, le associazioni di categoria puntano il dito contro la velocità di crescita dei listini, non proporzionale al costo al barile.

Per tenere sotto controllo possibili speculazioni, il Governo ha introdotto, già l’estate scorsa, l’obbligo di rendere ben visibile, in ogni distributore di benzina, sia il prezzo al pubblico sia il prezzo medio registrato in Italia, pubblicato ogni giorno sul sito istituzionale del Garante per la sorveglianza dei prezzi, detto anche “Mister prezzi”, così da rendere il percorso di formazione del prezzo, e le sue variazioni, più chiare al consumatore finale.

In Sicilia in particolare, poi, negli anni sono stati fatti diversi tentativi per abbassare il prezzo nella Regione: la politica, infatti, ha tentato in diverse occasioni di ottenere parte delle accise generate dalla raffinazione petrolifera, considerato che in Sicilia viene raffinato il 50% della produzione petrolifera nazionale, ma ad oggi tale richiesta è rimasta inascoltata, e così la possibilità di abbassare e non poco il costo del carburante.

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