<<Abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, quello di incontrare il prefetto>>. Giuseppe Corradino parla a nome dei residenti di Città Giardino, frazione di Melilli di cui è delegato amministrativo. I cittadini hanno occupato stamattina i locali di via Genova, conversando con alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale (presenti l’assessore Sebastiano Gigliuto e i consiglieri Giuseppe Carta, Nuccio Scollo e Salvo Midolo, solidali con la gente) sulle ulteriori azioni di protesta da intraprendere per scongiurare il rischio dell’apertura del terzo centro di accoglienza in una comunità che contra poco meno di 2500 abitanti. Nonostante i toni non siano stati accesi, qualcuno ha comunque contattato le forze dell’ordine e sul posto si sono portati Carabinieri, polizia e vigili urbani. Sono stati gli stessi rappresentanti della forza pubblica ad informare il rappresentante di governo, il quale ha contattato il vicesindaco Enzo Coco per capire cosa stesse succedendo. Poco dopo, Coco ha informato i residenti della volontà del prefetto di ricevere, domani pomeriggio alle 16,30, una delegazione. I cittadini, intanto, si sono detti pronti a dar vita ad un volantinaggio per sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza su un fenomeno <<che – si legge sul foglio che distribuiranno – non è più di accoglienza, ma di mero business>>.

<<Prepareremo un documento in cui – spiega Corradino – elencheremo tutto ciò che non va. Le lamentele esposte dalle gente dovranno essere portate a conoscenza, per iscritto, del prefetto Armando Gradone, al quale chiediamo di ponderare bene la decisione sull’apertura di una nuova struttura. La convivenza con gli extracomunitari si sta rivelando sempre più complicata per i comportamenti sopra le righe tenuti da molti di loro. Oltre a girovagare senza meta a tutte le ore del giorno e della notte, spesso si rendono autori di furti o più semplicemente calpestano le norme che una convivenza civile impone, per esempio urinando e defecando per strada, senza curarsi della presenza di passanti. C’è poi chi gioca e schiamazza durante la notte, disturbando la quiete pubblica. Non siamo razzisti, ma – conclude Corradino – è arrivato il momento di mettere un freno a queste situazioni incresciose>>.

 

 

 

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