Chiusa la sessione consiliare. Prima parte della seduta dedicata al dibattito sui contenuti di un servizio trasmesso all’interno della trasmissione televisiva “Le Iene”.

Per Alberto Palestro “Si è assistito ad uno spettacolo che ha ridicolizzato la città. Non è più tollerabile chi utilizza ad arte la diffusione mediatica di fatti sui quali dovrebbe esserci il massimo riserbo”. Ed ancora: “Viene travisata ogni possibile realtà e si crea nell’opinione pubblica una diffusa convinzione di colpevolezza nei confronti dei protagonisti citati senza che vi siano esiti di alcun rinvio a giudizio”.

Palestro, in conclusione, ha poi chiesto al Presidente Armaro di calendarizzare la mozione a suo tempo depositata che impegna il Consiglio a deliberare la richiesta di un intervento delle Commissioni Antimafia, regionale e nazionale, per verificare “le legittime condizioni politiche e di impegno di tutti i consiglieri comunali che al momento vengono condizionate da eventi che non comportano un’auspicabile clima di serenità”.

Per Salvatore Castagnino “Siamo di fronte ad un grave danno d’immagine della città, che è stata definita la più inquisita d’Italia. Ci saranno pure le persone più inquisite ma ci sono anche le persone più oneste d’Italia. Siracusa deve essere tutelata dal suo Consiglio comunale: pertanto chiedo al presidente Armaro di attivare l’ufficio legale dell’Ente per procedere contro gli autori del servizio trasmesso per il danno d’immagine che ne è venuto per la città”.

“In presenza dei presupposti per farlo- la risposta di Armaro- sicuramente lo faremo”.

Roberto Di Mauro ha invece rappresentato una vicenda personale: “Come sono venuti in possesso del dischetto con le registrazioni? Da diretto interessato, per averlo, ho dovuto fare personalmente la richiesta, nemmeno per il tramite del mio avvocato, e pagare 700 euro di diritti. Chi lo ha messo in giro?”.

Per Massimo Milazzo “In attesa, tra anni, che la vicenda giudiziaria finisca il suo corso, adesso dobbiamo guardare a quello che è il vero problema, la mancanza di trasparenza. E’ tempo che l’Amministrazione venga in aula a riferire al Consiglio quella che è la reale situazione con riferimento a tutte queste vicende. Qual è la situazione da un punto di vista strettamente amministrativo? Quello che la città ed il resto d’Italia ha colto dal servizio è la mancanza di trasparenza. Sindaco ed assessori vengano in aula e ci relazionino, facendo definitivamente chiarezza su tutto”.

Ultimo intervento quello di Simona Princiotta: “Le Commissioni antimafia convocano loro, e difatti lo hanno fatto, altro che vengono convocate dal Consiglio. E poi prima di iniziare azioni legali vediamo i presupposti per farle. Perché è bene ricordare come le cause che vedono il Comune soccombere alla fine le pagano i cittadini. Per le mie cause ho pagato io gli avvocati. Prima di pensare ad un’azione legale suggerisco che ci si faccia tutti un bell’esame di coscienza”.

Non sono stati trattati nel merito, invece, i due punti riguardanti la mobilità: il “Regolamento della sosta su strada e nei parcheggi pubblici a pagamento nella disponibilità dell’Ente” e la modifica all’art. 18, c.2 lettera B, del “Regolamento degli Autoservizi pubblici non di linea taxi-ncc”. L’assessore Dario Abela li ha ritirati dopo la verifica della loro mancata trasmissione alla Commissione consiliare competente per il parere obbligatorio: i due provvedimenti saranno calendarizzati con procedura d’urgenza in un prossimo Consiglio.

Altro punto ritirato dall’Amministrazione, per l’assenza in aula del Ragioniere generale, è stato quello delle tre variazioni allo strumento finanziario: la prima riguarda l’impegno di spesa per permettere lo svolgimento del referendum costituzionale del 4 dicembre, le altre due prevedono impegni di spesa necessari  per accedere a finanziamenti per progetti comunitari e a progetti sociali finanziati con fondi regionali e statali. Il punto è stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio di lunedì 21 novembre.

Il Consiglio poi ha approvato un atto di indirizzo illustrato in aula da Alberto Palestro per il gruppo Udc-Siracusa Democratica, ma successivamente sottoscritto anche da diversi consiglieri che impegna l’Amministrazione a prorogare per tutto il 2017 il progetto “ADOTTA UN AMICO A 4 ZAMPE” che scade a fine anno, prevedendo inoltre delle modifiche, a secondo delle tipologie, degli incentivi a favore di quei cittadini che adottano un cane ospitato presso una struttura convenzionata con il Comune. Nello specifico 250 euro per un cane di età superiore a 3 mesi; 400 euro per un cane di età superiore ad 1 anno; 500 euro per un cane di età superiore a 3 anni.

“Le modifiche- ha detto Palestro- sono dovute alle modeste richieste di adozione che risultano pervenute presso gli uffici comunali, circa 12 per tutto il semestre, a fronte delle 100 che l’Amministrazione comunale aveva deliberato con relativa copertura finanziaria. Evidentemente il messaggio non è pervenuto alla cittadinanza, o qualcosa nel Regolamento non ha funzionato. Speriamo che con queste modifiche i cittadini possano beneficiare maggiormente degli incentivi economici, e che possa anche aumentare il numero di cani adottati”.

Il Consiglio ha poi approvato un atto di indirizzo, a firma di Fabio Rodante, Salvo Sorbello e Massimo Milazzo, relatore in aula, che invita l’Amministrazione a farsi soggetto promotore per la realizzazione di un canile sanitario, anche comprensoriale, nel rispetto delle Linee Guida del D.A. 13/12/2007 per la gestione e la prevenzione del randagismo. I proponenti inoltre “fanno voti al Sindaco e al comandante della Polizia municipale di dare chiare indicazioni agli agenti sulle risposte da dare ai cittadini quando denunciano il ritrovamento di cucciolate abbandonate, quando segnalano il ritrovamento di cani incidentati, debilitati o randagi vaganti, obblighi peraltro previsti dalla legge”. I consiglieri chiedono infine la costituzione di una squadra di accalappiacani che, dopo uno specifico corso e dotati di mezzi e strumenti idonei alla cattura dei cani randagi, si dedichi a questo lavoro a tempo pieno, per consentire all’AUSL di mantenere l’impegno assunto con il Comune di sterilizzare i cani randagi nelle aziende agricole e di allevamento.

Per l’Amministrazione è intervenuto l’assessore all’Ambiente, Pietro Coppa: “Ben vengano tutti i contributi di idee e gli atti di indirizzo per migliorare il benessere degli animali. Ma alcune cose vanno dette. A cominciare dal canile sanitario provinciale per il quale, oltre la nostra, serve anche la volontà e la disponibilità economica delle altre Amministrazioni comunali: all’incontro promosso dall’Asp sul tema, infatti, sono venute fuori posizioni divergenti”. L’assessore ha poi toccato altri punti: dall’anagrafe canina, che “Grazie ai 5 lettori di microchip in dotazione ha permesso una cospicua serie di controlli sia in riferimento alla regolare microcippatura dei cani che alla repressione dell’abbandono delle deiezioni”, alla stima della popolazione canina per la quale “Esistono delle difficoltà perché nonostante le campagne di sterilizzazione si assiste ad un continuo ripopolamento a causa dei quotidiani abbandoni di intere cucciolate”; dal servizio di cattura cani che “In atto è affidato all’associazione Snoopy il cui personale risulta qualificato come tecnico accalappiatore dopo avere partecipato ad uno specifico corso di formazione”, alla sterilizzazione dei cani che “Per i randagi viene assicurata dall’Asp, mentre per quelli di proprietà dei privati esiste già un progetto che è stato riproposto per l’anno in corso”. Ultimo dato quello sulla reimmissione dei cani sul territorio una volta sterilizzati che “Nel periodo 2009-2015 sono stati 1078, a cui vanno aggiunti 320 gatti”.

Sul punto il consigliere Gaetano Firenze ha reiterato l’invito all’Amministrazione a prendere lo spunto dall’atto di indirizzo “Per mettere mano ad un progetto pilota da fare finanziare con fondi europei per la realizzazione della struttura. In questo- ha concluso- l’Amministrazione avrà il pieno sostegno del Consiglio”.

 

 

 

 

 

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