Il Covid è tornato a crescere nelle ultime settimane, a quattro anni dalla sua comparsa. Casi, ricoveri e, purtroppo, anche decessi, sono aumentati in un’epoca in cui la pandemia l’abbiamo lasciata alle spalle. Il virus, però, continua a circolare, con nuove varianti, e colpisce soprattutto gli anziani e i più deboli.
Tra aperitivi, pranzi, cene, le festività natalizie portano sempre con sé, in questi ultimi anni complicati, una certa dose di preoccupazione. Con i numeri dei contagi di Covid in netta crescita, infatti, è necessario mantenere sempre la guardia alta. Vediamo qualche consiglio utile da parte degli esperti per non rovinarci le feste.

LA SITUAZIONE
Nell’ultima settimana sono stati 60.556 gli italiani colpiti dall’infezione, con un’incidenza di 103 casi ogni 100 mila abitanti, in crescita di quasi il 10% rispetto alla settimana precedente, quando si attestava a 94 casi ogni 100 mila. E contemporaneamente sale anche l’indice di trasmissibilità (Rt) passato da 0,80 della scorsa settimana a 0,96 di quella attuale, rimanendo comunque sotto la soglia epidemica, secondo l’ultimo monitoraggio del ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Dal rapporto non emergono elementi di preoccupazione per quanto riguarda i ricoveri: è stabile il tasso di occupazione dei posti letto in area medica (11,8% rispetto all’11,9 della settimana precedente), mentre cresce leggermente l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva (al 3,1% rispetto al 2,7%).

REGOLE
L’ultima circolare del Ministero raccomanda di fare tamponi ai pazienti sintomatici in entrata negli ospedali e nelle Rsa. «Si ritiene indispensabile che attivino e potenzino percorsi sempre più ampi di sorveglianza epidemiologica con la ricerca di tutti i microrganismi».
Resta in vigore l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie per «lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie all’interno di reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente ad alta intensità di cura, identificati dalle direzioni sanitarie delle strutture».

MASCHERINE, BACI, ABBRACCI E LA REGOLA DELLE “4 DITA”
Sul Corriere della Sera, nei giorni scorsi, la virologa e divulgatrice scientifica, Ilaria Capua, ha dato alcuni consigli utili per evitare il contagio durante queste festività.
Mascherine – Sulle mascherine Ilaria Capua precisa che potrebbe essere utile riportare con sè le mascherine”Possono capitare situazioni imbarazzanti nelle quali si è seduti vicino a persone che tossiscono o mostrano sintomi di una infezione respiratoria, per esempio in treno o in aereo oppure in altri luoghi chiusi e affollati. E così non ci mangiamo le mani per non avere portato con noi una protezione”.
Lavarsi le mani: È la regola principale, ogni volta in cui ci si trova a dover stringere le mani a tante persone, prima di metterci a tavola o di mangiare, bisogna lavarsi le mani.

Le 4 dita – Altro invito è a cambiare spesso l’aria e a tenere sempre viva la circolazione dell’aria. Come? “Visto che ahimè questo inverno sarà probabilmente il più caldo mai registrato: apriamo le finestre per piacere. Basta poco, anche aprirle 4 dita per permettere all’aria di muoversi e soprattutto di ricambiarsi. Questo vale non solo per i raduni e le libagioni natalizie ma ovunque” suggerisce l’esperta.

Baci e abbracci – Nelle festività natalizie non serve rinunciare a baci e abbracci ma proteggere i fragili attraverso la vaccinazione. Per Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, «non c’è nessuna ragione di modificare i comportamenti» dal momento che «tutti gli indicatori epidemiologici ci dicono che non c’è per il momento motivo di temere un’ondata di casi. L’aumento era previsto. Non c’è necessità di inasprire le misure di contenimento. Proteggiamo le persone fragili non esponendole al rischio di contagio». Come? Con i vaccini.

VACCINI
“Noi, ormai immuni a macchia di leopardo, non vogliamo più saperne, e facciamo fatica anche a spingere affinché vengano rivaccinati i nostri nonni, la categoria più a rischio di finire in ospedale, se non in terapia intensiva” continua la virologa. I vaccini sono dei salvavita per gli over 65: un aumento dei livelli di copertura, sia per l’influenza sia per il Covid ed altri virus – sostiene la Società italiana di geriatria – potrebbe evitare 1.500 morti l’anno. La vaccinazione è la vera arma di protezione per le categorie più esposte, considerando che la crescita di contagi da Covid «continuerà per almeno tre settimane e ai primi di gennaio avremo probabilmente il picco con 400-500 morti alla settimana», secondo i calcoli del virologo Fabrizio Pregliasco.

TAMPONI
Non ci sono regole come quelle messe in atto nel pieno della pandemia, alcune valide fino alla scorsa estate. Se si sospetta di avere il Covid conviene sempre fare un tampone per avere la conferma ed evitare così di far circolare il virus. Non c’è obbligo di isolamento in caso di positività, ma il consiglio è di rimanere a casa fino a quando non finiscono i sintomi (in generale raffreddore, mal di gola, qualche linea di febbre), come si fa per l’influenza. 

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