Continua la crescita dell’export in Sicilia: le esportazioni aumentano sensibilmente anche nel secondo trimestre del 2022, con un +78% rispetto alla precedente rilevazione.

Un trend positivo per l’isola, già sottolineato dai precedenti dati Istat e confermati da quelli più recenti pubblicati negli scorsi giorni. E ogni tanto, in un territorio in cui il lavoro manca e l’economia non è certo al suo momento di splendore massimo, la Sicilia può rialzare la testa e vedere le sue immense potenzialità.

Export, continua la crescita in Sicilia

Gli ultimi dati Istat sulle esportazioni dalle Regioni italiane offrono buone notizie, specialmente per il Sud e le Isole (che mostrano, tra l’altro, la crescita maggiore rispetto al resto del Paese. Nello specifico, nei dati si evidenzia un +12,9% per il Sud e Isole, un +7,8% per il Centro, un +5,2% per il Nord-ovest e un +2,7% per il Nord-est.

Nei primi 6 mesi dell’anno, la Sicilia ha presentato il maggiore incremento delle esportazioni rispetto al resto d’Italia: un fantastico e significativo +78%. La performance migliore d’Italia in termini di crescita, assieme a quella di Marche (+72,5%), Sardegna (+61,2%) e Liguria (+48,75): la Sicilia non è abituata a tali risultati, ma questi dati rivelano che forse è tempo di attenzionare l’export e il suo potenziale nella fase di ripresa economica post-Covid.

Nonostante la sua crescita sia “solo” del 22,1% rispetto ai dati precedenti, è la Lombardia a mantenere il primato per il contributo più ampio alla crescita su base annua dell’export nazionale (5,8 punti percentuali).

Prodotti petroliferi raffinati, “oro” della Sicilia

Per la Sicilia, come per la Sardegna e la Liguria, la crescita delle esportazioni riguarda principalmente prodotti petroliferi raffinati. La crisi energetica e la carenza di carburanti – dovute principalmente alla guerra e ai rincari delle materie prime – hanno con ogni probabilità fatto emergere le potenzialità della Sicilia su questo fronte.

Ecco i dati relativi ai singoli settori merceologici: coke e prodotti raffinati 5.278.054.013 (+ 127,84%); sostanze e prodotti chimici 574.724.726 (+39,85%); alimentari, bevande e tabacco 562.505.391 (+47,49%); computer e apparecchi elettronici e ottici 441.079.646 (+47,78%); articoli in gomma e materie plastiche 173.391.691 (+19,26%); apparecchi elettrici 152.633.123 (+21,89%). Praticamente stabili i prodotti agricoli, animali e della caccia (-0,43%).

Risultano in calo, in Sicilia, l’export di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-17,04%) e anche metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (-8,58%).

L’analisi di Unioncamere Sicilia

I dati Istat sull’export e la crescita in Sicilia e altrove sono stati oggetto di analisi da parte di Unioncamere. Le esportazioni in Sicilia garantiscono il movimento di poco più di 8 miliardi di euro (quasi un raddoppio rispetto ai circa 4 miliardi e mezzo dell’anno scorso).

Per Unioncamere Sicilia questo risultato, in un settore da sempre strategico per l’isola, è particolarmente significativo. Esso infatti non si registra in un periodo qualsiasi, ma in un momento complicato tormentato da guerra, inflazione alle stelle e rincari senza sosta. 

“Tutte le regioni italiane fanno registrare dati confortanti e positivi ma quello siciliano è davvero stupefacente, perché vuol dire che nonostante tutto le nostre aziende e i nostri prodotti tirano ancora molto all’estero”. Sono queste le parole di Pino Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, riportate da Adnkronos.

“I dati ci indicano che mentre la media italiana delle esportazioni è di +22,5 per cento, noi siamo oltre il 72 per cento. Sappiamo benissimo quanto l’export sia fondamentale per l’economia dell’Isola, con i nostri prodotti che godono sempre di grande fiducia a livello internazionale. Tutto questo lo annotiamo mentre persiste la guerra in Ucraina che ci continua a preoccupare. Di più ci preoccupa il caro bollette, il caro carburante e il caro vita in generale: a rischio abbiamo tantissime aziende e serve in tal senso un forte intervento del Governo nazionale”.

Le province in Sicilia che registrano la maggiore crescita in termini di export – secondo l’analisi di Santa Vaccaro, segretario generale di Unioncamere Sicilia – sono: Siracusa (specializzata soprattutto nelle esportazioni verso Europa, Africa, America settentrionale e Medio Oriente); MessinaCatania e Ragusa (più forti in Europa e America settentrionale).

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