Si sono chiuse, ieri alle 23 le urne, in Italia, per la corsa alle Europee. In tutti gli stati membri l’affluenza, per la prima volta nella storia delle Europee, è stata inferiore al 50 per cento. È andato a votare il 49,69 per cento delle persone aventi diritto – praticamente meno di una persona su due. 

A scrutinio quasi ultimato Fratelli d’Italia ha ottenuto il 28,92 per cento. Il Partito democratico – il principale partito dell’opposizione, guidato da Elly Schlein – ha ottenuto circa il 24,98 per cento. Dietro di loro il Movimento 5 Stelle, forza politica guidata dall’ex premier Giuseppe Conte, ha raccolto il 9,55 per cento.

Poi Forza Italia – Noi Moderati – lista guidata da Antonio Tajani e che ospita anche la forza politica che ha come leader Maurizio Lupi – ha superato la Lega di Matteo Salvini, rispettivamente: 9,07 contro 9,01.

Dietro Alleanza Verdi e Sinistra – la lista che mette insieme i Verdi, guidati da Angelo Bonelli, e Sinistra Italiana, il cui segretario è Nicola Fratoianni – che ha ottenuto il 6,6 per cento. Fin qui le forze politiche che hanno ottenuto dei seggi al Parlamento europeo, visto che in Italia la legge elettorale per le elezioni europee è proporzionale con soglia di sbarramento al 4 per cento.

Da qui le forze politiche che non hanno ottenuto seggi. Stati Uniti d’Europa – lista che include Italia viva di Matteo Renzi+Europa di Emma Bonino, i Radicali e altre forze minori – ha ottenuto il 3,69 per cento. Poi la lista Azione – Siamo Europei – guidata da Carlo Calenda e che vede dentro anche altre forze minori – ha raccolto il 3,3 per cento circa. Dietro di loro Pace terra dignità – che ha ottenuto il 2,2 per cento – e Libertà, la lista-contenitore creata da Cateno De Luca, che ha raccolto l’1,23 per cento dei consensi. Infine Alternativa popolare, il cui coordinatore è Stefano Bandecchi, che raggiungerebbe lo 0,39 per cento.

Nonostante in Francia, in Germania e in Austria ci sia stata una forte affermazione dei partiti di destra, al Parlamento europeo non dovrebbe cambiare molto; nel senso che la maggioranza dovrebbe essere formata – come nella scorsa legislatura – dal Partito popolare europeo (centrodestra), dall’Alleanza dei socialisti e democratici (centrosinistra) e da Renew Europe (centro), con un possibile coinvolgimento dei Verdi. Non è escluso, però – come sostengono gli analisti politici – che si riesca a formare una maggioranza di centrodestra: in quel caso ai Popolari e ai centristi si aggiungerebbe il gruppo dei Conservatori e Riformisti (destra), del quale fa parte Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla premier Giorgia Meloni. Al Parlamento europeo siedono 720 persone, per cui la maggioranza in aula si raggiunge a quota 361.

Un appuntamento chiave sarà quello dal 16 al 19 luglio, quando a Strasburgo i nuovi europarlamentari si riuniranno per la prima plenaria. In quell’occasione, eleggeranno con voto segreto il loro presidente per due anni e mezzo rinnovabili. Il presidente della Commissione europea, invece, viene nominato a maggioranza dai leader dei Paesi nel Consiglio europeo. E potrebbe succedere già alla riunione del 27-28 giugno prossimi.

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