“Nell’impianto di gassificazione Isab del gruppo russo Lukoil è avvenuta una forte esplosione seguita da un incendio. Due operai sono rimasti feriti, ustionati, fortunatamente non in maniera grave“, scrive ASIA USB Catania, commentando quanto accaduto ieri pomeriggio al petrolchimico di Priolo Gargallo.

“Dai primi accertamenti – prosegue ASIA USB Catania – emerge che il principio di incendio si è verificato all’interno dello stabilimento, e solo l’immediato l’intervento delle squadre di soccorso interne ha impedito il peggio. A febbraio lo stesso impianto di gassificazione ha subito un altro scoppio“.

Nel maggio del 1985 nello stesso sito, ma allora dell’azienda Icam, si sviluppò un incendio che durò tutta la notte, arrivando fino ai punti di stoccaggio che causarono pesanti esplosioni e grandissima preoccupazione per tutti gli abitanti di Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa. Sito oggi, comunque. totalmente diverso. Stavolta i sistemi di allarme e antincendio sono scattati in tempo ad evitare il peggio. 

“ASIA USB Catania, impegnata a livello regionale nella lotta in difesa ambientale del territorio siciliano e dei suoi abitanti, denunciando il moltiplicarsi di ‘incidenti’ all’interno dell’area del petrolchimico di Siracusa, chiede l’intervento di tutti gli organismi preposti al controllo della sicurezza di questi impianti simbolo costante della devastazione del territorio“.

“Non è possibile che la sicurezza dei lavoratori degli impianti e degli abitanti dell’area sia esclusivamente nelle mani delle stesse proprietà“, conclude l’associazione.

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