Manifestazioni, scioperi, sit-in e tavoli di confronto in prefettura. La situazione del Libero Consorzio, ex Provincia di Siracusa, rimane drammatica. E dopo la richiesta del commissario provinciale Antonino Lutri di convocare le organizzazioni sindacali ma alla presenza anche della deputazione regionale e nazionale siracusana, è intervenuto il segretario generale territoriale della Uil Stefano Munafò: “Probabilmente si sta perdendo di vista quale sia il nocciolo della questione e cioè i lavoratori senza stipendio e, di conseguenza, servizi che vengono sempre meno. Noi non siamo alla ricerca di interlocutori particolari o giudicare se quel commissario abbia fatto bene il suo lavoro o meno. La valutazione sui fatti spetterà ad altri, per cui non spostiamo gli obiettivi che rimangono solo ed esclusivamente il futuro di questi lavoratori”. Sono circa 700 i lavoratori che oggi reclamano dignità e una condizione ottimale per andare avanti. “E una risposta la devono dare – continua Munafò – il presidente della Regione Rosario Crocetta e i sette deputati regionali siracusani. Ma, consentitemi, una risposta la dovranno dare anche quei parlamentari che in passato sono stati a capo di questo ente indebitando le casse della ex Provincia. Ripeto, noi non vogliamo invadere alcun campo, né tantomeno sostituirci al commissario provinciale, però è arrivato il momento che chi ha responsabilità sulla vicenda, se le assuma in pieno cercando di venirne a capo per restituire dignità a queste persone”.
L’ordinanza emessa oggi dal settore Mobilità e trasporti dispone che da domani mattina il viadotto di Targia sarà chiuso al traffico per consentire i lavori di completamento della nuova bretella. Ciò pconsentirà di realizzare la parte restante della banchina sul ciglio della corsia in direzione Targia.
“Siamo ormai alle ultime battute dell’opera – afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Alfredo Foti – e, come prevedevamo, completeremo in anticipo rispetto ai tempi previsti. Entro pochi giorni il traffico in uscita e in entrate passerà solo per la nuova bretella”.Stefano Munafò

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