“La marineria siciliana stremata, i pescherecci fermi a Mazara del Vallo come a Licata, ma vale per tutta l’Isola. Il caro gasolio a fare da zavorra. E poi 10 milioni di euro. Non bastano, ma servono 10 milioni di ristoro“, questo, in sintesi è ciò che sostengono i sindacati.

La posizione dell’Ugl

Lo dice, in particolare, l’UGL che rivendica il voto del Parlamento siciliano. Ma il ristoro non è mai arrivato ed il segretario regionale Giuseppe Messina ha deciso di mettersi sulle sue tracce. È preoccupato, ancora di più, è dubbioso, ma non si limita a lanciare l’allarme. Fa il punto della situazione dal suo osservatorio. “Provando a fare chiarezza, posso affermare senza ombra di dubbio che la norma, fortemente voluta dal mio sindacato in sede dei lavori all’Ars, è stata approvata dal Parlamento siciliano ed è contenuta nell’articolo 13 della legge regionale numero 13 del 25 maggio 2022″.

Il mistero dei fondi impugnati

I fondi previsti in Finanziaria sarebbero dunque stati impugnati da Roma. Ma Messina ribatte: “A chi si ostina a sostenere che la stessa, unitamente ad altre, sia stata impugnata dal governo centrale, mi preme rispondere sottolineando che la medesima impugnativa avrebbe dovuto essere superata dalla legge regionale numero 16 del 10 agosto 2022. E che non si comprende quali altri ostacoli ci siano alla messa a disposizione delle imprese di pesca e dei pescatori del contributo di 10 milioni di euro. E se così non dovesse essere, resta la responsabilità istituzionale delle mancate contromisure”.

Le accuse al governo regionale

“A meno che non risponda a verità quanto appurato nelle scorse ore – prosegue il sindacalista. E cioè che non tutte le norme di spesa della legge di stabilità regionale, approvata lo scorso maggio, avrebbero superato la censura romana ad agosto in sede di variazione di bilancio a seguito della precisazione delle coperture certe ai vari capitoli di spesa. Ed allora ci chiediamo come mai il Governo regionale e l’Assessore alla Pesca non sono riusciti a dare la stessa certezza di spesa anche al primo comma dell’articolo 13 della legge 13/22, vanificando gli sforzi del Parlamento siciliano? Non aver trovato le coperture alla norma che stanzia 10 milioni quale contributo per il maggiore costo del gasolio significa aver inferto un colpo basso al settore, quasi mortale, che lascia basiti e senza parole e che fa a pugni con lo stato di agitazione delle marinerie proprio per via del caro gasolio, divenuto insostenibile e per il quale il governo regionale, allo stato attuale, non sembra avere approntato alcuna misura, mostrando fin troppa leggerezza”.

La replica dell’assessore Scilla

L’Assessore alla Pesca, Toni Scilla, la risposta ce l’ha. “Il tanto millantato contributo di 10 milioni di euro, inserito nell’ultima Finanziaria regionale, non arriverà mai, poiché la relativa norma, essendo priva di copertura finanziaria certa è stata impugnata dal Governo nazionale. Siamo comunque intervenuti a supporto del settore con diversi interventi a partire dal contributo, misura Covid, di 10 milioni di euro destinato a circa 2 mila imprese di pesca siciliane e di 5 milioni di euro per quasi 5 mila pescatori siciliani. Con fondi europei è andata in pagamento la misura 1.33 – sempre emergenza Covid – che va a destinare un ulteriore supporto economico di 4,1 milioni di euro per tutte le imprese di pesca siciliane e infine stiamo definendo un’altra misura emergenziale destinata alle imprese di pesca per 6 milioni di euro e per 4 milioni di euro ai pescatori, grazie ad una rimodulazione dei fondi FSC fatta dal Governo regionale allo scopo di fronteggiare l’aumento dei costi, a partire da quelli del gasolio, derivante dal conflitto russo-ucraino”.

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