“Oggi immettiamo sul mercato delle professioni quattordici brillanti allievi che adesso hanno tutti gli
strumenti per dialogare non più e non solo con il sistema della ricerca ma soprattutto con il mondo del
lavoro, delle professioni, dell’imprenditoria“. Questo il viatico, affidato dal direttore della Scuola di
specializzazione in Beni archeologici di Siracusa, Daniele Malfitana, agli allievi e alle allieve che si sono
immatricolati nell’Anno Accademico. 2021/22 e che questa mattina, nel salone di rappresentanza del Palazzo Vermexio del Comune di Siracusa, hanno ricevuto i diplomi di fine studi dal prof. Malfitana e dalla direttrice del dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, Marina Paino, da sempre sostenitrice delle varie iniziative accademiche nel contesto siracusano, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alla Cultura del Comune di Siracusa, Fabio Granata.
Si tratta degli allievi Giusy Belfiore, Giuseppe Cocimano, Tatiana Coniglione, Federico Cosentino, Lea
Fazio, Donata Giglio, Grazia Ippolito, Eleonora Lena, Elisa Lo Iacono, Sefora Renda, Veronica Russotti,
Martina Sapienza, Maria Stella e Maria Chiara Tomarchio.

Della commissione facevano parte i docenti Lucia Arcifa, Luigi Caliò, Marianna Figuera, Gian Michele Gerogiannis, Pietro M. Militello, Margherita Cassia e i componenti esterni Alessandra Castorina, Rosina Leone, Antonino Mazzaglia, Angela Merendino, Michelangelo Messina e Alessio Toscano Raffa. 

“Il conseguimento del diploma di specializzazione in Archeologia è un punto di partenza e non di arrivo –
ha aggiunto il prof. Malfitana, nel corso della cerimonia -: l’obiettivo di una Scuola di terzo livello in
archeologia dev’essere quindi sempre più finalizzato a ciò che verrà dopo e, soprattutto, alle opportunità
che le competenze acquisite dagli allievi, sul campo e in laboratorio, saranno in grado di generare. Per
queste ragioni – conclude il direttore – stiamo sempre più potenziando ed integrando la tradizionale
offerta formativa con temi che riguardano il management della ricerca, le professioni, l’economia che
oggi costituiscono l’ossatura della professione di archeologo“.

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