Continua la battaglia legale tra Comune di Siracusa e la basilica Santuario della Madonna delle Lacrime. Nuovo capitolo nella querelle per l’ex Hotel del Santuario, con il Tar di Catania che torna a dare ragione a Palazzo Vermexio. Questa volta, motivo del contendere era la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per la riapertura della Casa del Pellegrino, presentata dalla Basilica e rigettata dagli uffici comunali.
I giudici amministrativi non hanno accolto il ricorso del Santuario, poiché la disponibilità del bene viene considerata presupposto necessario per l’autorizzazione. E l’ex Casa del Pellegrino, dopo la decadenza della convenzione con il Comune di Siracusa su cui il Tar si era già pronunciato a novembre dello scorso anno, non è ritenuto dal Tar nella disponibilità della basilica Santuario. Motivo per cui vengono riconosciute valide le ragioni di Palazzo Vermexio, rappresentato dall’avvocato Domenico Trapanese.
“La disponibilità del bene, invero, costituisce un presupposto necessario ai fini dei provvedimenti autorizzatori edilizi o ai fini della positiva conclusione dei procedimenti avviati tramite segnalazione certificata di inizio attività”, scrivono in sentenza i giudici del Tar di Catania. “Ne consegue – si legge – che il Comune è tenuto ad accertare l’effettiva disponibilità del bene in capo all’interessato, sebbene con i limitati poteri di indagine che caratterizzano sotto tale profilo la sua attività e mediante una valutazione che, per sua natura, è destinata a cedere a fronte di pronunce giurisdizionali di segno contrario. Nel caso in esame la valutazione compiuta dall’Amministrazione appare corretta per le ragioni che già sono state indicate nella citata sentenza n. 3288/2021 in data 4 novembre 2021 e che in questa sede devono essere richiamate”, ovvero la sentenza con cui è stata dichiarata decaduta la convenzione. Il Santuario ha presentato ricorso al Cga, e si è in attesa di fissazione della data d’udienza. Non è stata richiesta, nel frattempo, alcuna sospensiva. Motivi per cui, “il ricorso deve essere rigettato, mentre, tenuto conto del complessivo svolgimento della vicenda, le spese di lite possono essere eccezionalmente compensate”.
A questo punto, il Comune di Siracusa potrebbe anche decidere di avviare un procedimento per ottenere la restituzione del bene e rientrarne, così, materialmente in possesso. “Non ho ricevuto alcun mandato in tal senso”, spiega subito l’avvocato Trapanese. “A mio avviso si è atteso per cautela, almeno sino al giudizio di novembre in modo da evitare di esporsi al rischio di un risarcimento danni. E’ comunque una decisione che spetta al Comune di Siracusa ed in particolare agli uffici che devono materialmente occuparsi dell’iter, qualora arrivasse l’indicazione amministrativa. Io mi sono limitato a consigliare di attendere il pronunciamento del Tar a novembre scorso”.
La diatriba prosegue nelle aule della giustizia amministrativa. Sotto traccia, però, paiono finalmente “sciogliersi” i rapporti tra Comune di Siracusa e Santuario, con un dialogo avviato per utilizzare l’ex Casa del Pellegrino per accogliere e ospitare profughi ucraini. L’auspicio, da osservatori, è che questo primo momento di “contatto” possa condurre verso una più marcata via del dialogo per risolvere la delicata questione della Casa del Pellegrino.

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