Il servizio del verde pubblico a Siracusa non ha particolarmente brillato. Nonostante la nuova formula, studiata quasi sette anni addietro, il sistema della divisione in lotti non ha favorito una sorta di “gara” al miglioramento tra imprese aggiudicatarie. Avrebbe dovuto – nelle intenzioni – assicurare una naturale forma di concorrenza, tra chi abbelliva e curava di più la propria zona di competenza. Ed invece ha finito per appiattirsi sul piccolo cabotaggio, non senza alibi. Come la “scoperta” di tutta una serie di aree rimaste incomprensibilmente fuori capitolato, ed altre pecche.
Nei primi mesi del 2023 si procederà con il nuovo affidamento con procedura pubblica.

Palazzo Vermexio starebbe studiando al momento la possibilità di tornare all’affidamento unico, evitando di spezzettare nuovamente il servizio. Un ritorno all’antico. Non dovrebbe però essere l’unica novità contenuta nella prossima gara d’appalto. Quasi scontato il ricorso all’accorpamento anche del servizio di diserbo stradale, evitando quelle situazioni incomprensibili agli occhi dei cittadini tra cigli stradali, marciapiedi e aiuole che nello stesso metro quadrato vengono trattati in modo diverso.
Dovrebbe essere confermata l’attenzione verso la “sostenibilità” ambientale del servizio, favorendo dove possibile il ricorso ad attrezzature elettriche anziché a scoppio. Ma non andrà sottovalutata la funzionalità: la diversa alimentazione rende più o meno indicato un macchinario per un determinato tipo di servizio. Va soppesato anche questo, senza lasciarsi prendere da un “furore” ambientale.
L’attuale servizio del verde pubblico ha un costo di 6,6 milioni euro. Si decise di dividere la città in lotti, assegnati ad altrettante ditte: Verdidea (parte alta della città, Belvedere e Grottasanta), Consorzio Nazione Servizi (Cassibile, Oritigia, Santa Lucia, Neapolis), Manutencoop (aree relative agli uffici pubblici), Planeta (parchi pubblici), ed Igm (cimitero comunale).

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