Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana lo scorso 8 novembre ha accolto l’appello delle associazioni animaliste  Wwf, Legambiente, Lipu, Enpa, Lndc, Lac che imputano alla Regione di non aver sospeso la caccia a settembre, nonostante lo “Stato di crisi e di emergenza” dichiarato in ragione della siccità e degli incendi sull’isola.

Da oggi, quindi, stop in tutta la Sicilia alle doppiette che avevano iniziato a sparare il 2 settembre, con una deroga (la pre-apertura) autorizzata dall’assessore, nonostante il parere negativo di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e gli incendi devastanti in tutta l’Isola.
Secondo i giudici “l’Assessore Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea avrebbe dovuto adottare tutte le misure idonee a salvaguardare la fauna selvatica, verosimilmente gravemente provata dalla situazione ambientale descritta in ossequio al richiamato principio di precauzione, riesaminando il calendario venatorio, previa acquisizione di dati aggiornati, nell’ottica di valutare financo l’inibizione totale o soltanto parziale dell’attività della caccia per la stagione 2023-2024”.
Nei mesi scorsi le associazioni Wwf ItaliaLegambiente SiciliaLipu BirdLife ItaliaLndc Animal ProtectionEnpa e Lac, difese dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice, avevano impugnato al Tar di Palermo il calendario venatorio, ottenendo – il 21 settembre – una prima sospensiva della caccia ad alcune specie in declino. Oggi arriva la decisione di secondo grado. Il Cga, infatti, ha riconosciuto che, “come adeguatamente comprovato dalle associazioni ambientaliste appellanti, i notevoli incendi divampati nel territorio regionale associati allo straordinario aumento delle temperature verificatisi nel periodo estivo hanno determinato un, facilmente intuibile, significativo rischio per la sopravvivenza degli animali. In tal senso, sono particolarmente significative le due delibere con le quali la giunta Regionale Siciliana ha opportunamente preso atto della gravità della situazione, avanzando ai competenti organi statali la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale per la durata di 12 mesi“.

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