Si è svolto, lunedì scorso a Messina, il varo della nuova nave del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, la CP422 “Aurelio Visalli”, che prende il nome dal Sottufficiale del Corpo Medaglia d’Oro al Valor Militare della Marina, “alla memoria”, prematuramente scomparso lo scorso anno, nell’adempimento del proprio dovere.

La nave è stata varata presso i cantieri Intermarine (Gruppo Immsi) di Messina alla presenza del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Ammiraglio Nicola Carlone, del Direttore Marittimo della Sicilia Orientale, Ammiraglio Giancarlo RUSSO, del Capo terzo Reparto Comando Generale, Ammiraglio Giuseppe AULICINO, del Capo del IV Reparto del Comando Generale, C.V. Luciano DEL PRETE.

Il Direttore dell’Esecuzione del Contratto (D.E.C.) delle tre navi Classe DE GRAZIA è l’Ing. Navale S.T.V. (CP) Giuseppe PELLIZZERI.

La CP422 – cofinanziata con fondi europei nell’ambito del Fondo Sicurezza Interna 2014/2020 – è la seconda motovedetta di una nuova classe di unità navali denominata “Angeli del Mare”, dedicata a coloro che hanno perso la loro vita al servizio con generosità e sacrificio; navi progettate per la ricerca e il soccorso in mare, anche con condizioni meteomarine particolarmente avverse.

Con i suoi 34 metri di lunghezza rappresenta un concentrato di tecnologia, dotato di un avanzato sistema di comando e controllo in grado di garantire maggiore autonomia, e una migliore logistica non solo per l’equipaggio, ma anche per il ricovero di eventuali naufraghi presenti a bordo.

Il varo tecnico conclude, di fatto, la prima fase di un più articolato iter che proseguirà con l’allestimento dell’unità e le necessarie prove in mare, per poi perfezionarsi con la consegna formale della nave, schedulata per il prossimo autunno.

“Questa nave – ha affermato l’ammiraglio Carlone, a margine del momento tecnico – una volta entrata in servizio, si farà espressione concreta di generosità e coraggio; gli stessi valori che hanno reso Aurelio esempio per tutti noi e per il Paese, nel segno del nome che porta e delle missioni che porterà a termine. Ai suoi cari la mia vicinanza e quella di tutta la “grande famiglia” della Guardia Costiera”.

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