Condannato a quattro anni di reclusione il pachinese Corrado Vizzini, 51 enne, accusato di tentato omicidio, reato che è stato derubricato in lesioni. Nell’aprile dello scorso anno, l’imputato aveva esploso numerosi colpi di pistola contro Antonino Di Maiuta, padre di uno dei tre giovani accusati dell’uccisione – avvenuta pochi giorni prima – di Paolo Forestieri, di cui Vizzini era lo zio. Si era poi costituito dopo alcuni giorni di latitanza, scagionando il figlio Giovanni che, nell’immediatezza del fatto era stato posto in stato di fermo dai Carabinieri.Nel rito abbreviato celebrato, l’accusa ha rilevato come risultasse dubbia la dimostrazione dell’intenzione di uccidere per cui ha chiesto una condanna per lesioni, detenzione e porto abusivo di arma e per violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per complessivi 5 anni di reclusione.vizzini-corrado
Il difensore di Vizzini ha sostenuto che vi era agli atti, sin dall’inizio, la prova positiva dell’assoluta mancanza di volontà omicida, perchè Di Maiuta era stato raggiunto dai proiettili solo agli arti inferiori ed uno alla caviglia quando era già a terra e impossibilitato a fuggire. La mancanza di volontà di uccidere sarebbe confermata anche dalle conversazioni intercettate in carcere tra Vizzini ed i suoi familiari, nel corso delle quali l’uomo diceva chiaramente che il suo scopo era stato solo ed esclusivamente quello di ferire l’antagonista. Accogliendo questa tesi, il gip ha derubricato il reato da tentato omicidio a lesioni ed ha condannato Corrado Vizzini , anche per il porto abusivo dell’arma e per la violazione del cosiddetto codice antimafia, alla pena complessiva di quattro anni di reclusione.

 

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