Si torna a parlare dell’aumento delle pensioni minime a 1.000 euro, un tema ricorrente in questi giorni contraddistinti dalla campagna elettorale che porterà alle elezioni Politiche del 25 settembre.

A parlarne, recentemente, è stato l’ex premier Silvio Berlusconi che ha ripreso un suo vecchio cavallo di battaglia, già declamato nel 2001.

Nei giorni scorsi anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, si è espressa a favore dell’incremento delle pensioni minime.

La pensione minima è un’integrazione economica di natura assistenziale che viene riconosciuta in forma completa al singolo (ex lavoratore dipendente o autonomo) che ha un reddito pensionistico (pensione di vecchiaia, di anzianità anticipata, di invalidità, di indennità e di reversibilità) di importo inferiore ad una certa soglia stabilita per legge (cd. trattamento minimo), oppure parziale se il reddito è compreso tra tale minimo e due volte lo stesso.

Aumento pensioni minime, lo studio CPI

Ma quanto costerebbe al Paese un incremento della rendita minima fino alla soglia dei famosi 1.000 euro? Lo chiarisce l’Osservatorio conti pubblici italiani (CPI) con uno studio realizzato sulla base dei dati Inps relativi all’anno 2020.

Secondo lo studio, portare la soglia minima a tale cifra costituirebbe un “peso” di circa 31 miliardi di euro e andrebbe a toccare circa 6 milioni di persone.

Pensioni, le fasce di reddito

I pensionati con un reddito fino al trattamento minimo (515,58 euro) sono 2,1 milioni. Il loro reddito medio lordo annuo è pari a 3.791 euro.

I soggetti con un reddito fino a due volte il minimo (tra 515,59 1031,16 euro) sono invece 3,8 milioni, con un importo medio annuo di 9.608,92 euro.

Nel 2020, sulla base dei dati elaborati dal CPI, la spesa per le pensioni minime nel 2020 è stata pari a circa 8,1 miliardi.

Secondo l’Osservatorio, elevare a 1.000 euro il reddito pensionistico di tutti i percettori di pensione minima per 13 mensilità costerebbe circa 19,6 miliardi.

Aumento pensioni, i costi complessivi

Considerando anche i soggetti pensionati con un reddito fino a due volte il minimo, “dato che la quasi totalità di questi pensionati ha un reddito inferiore a 1.000 euro e la media mensile è pari a euro 739”, il conto salirebbe a 33 miliardi di euro.

L’Osservatorio, inoltre, sottolinea che con “la rivalutazione del 2,2% del decreto Aiuti Bis a partire da novembre 2022″ e ipotizzando un calcolo che va a interessare un numero di pensionati uguale all’anno 2020, i costi si assesterebbero a 31,2 miliardi di euro complessivi.

Aumento pensioni, come trovare i soldi?

Rimane aperta, tuttavia, una domanda fondamentale. Come trovare la liquidità necessaria per provvedere a finanziare un possibile (e cospicuo) aumento delle pensioni?

Tra le ipotesi sul tavolo più chiacchierate vi è quella dell’eventuale taglio ad alcune misure attualmente in vigore. Tra queste, quella del Reddito di Cittadinanza.

Un’altra strada, secondo alcune voci, potrebbe condurre alla riduzione o cancellazione di alcuni bonus a oggi accessibili da diverse platee di cittadini.

Nel frattempo, a causa dell’inflazione di quest’anno, da gennaio 2023 le pensioni verranno aumentate in maniera automatica in assenza di particolari provvedimenti.

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