La Russia chiude i rubinetti del gasdotto Nord Stream e vola il prezzo del gas che raggiunge un nuovo record. Con già le bollette alle stelle, aumenti più del 100% e imprese, siciliane e non, in ginocchio.

Il nuovo stop dalla Russia

Lo stop all’unica turbina del Nord Stream, annunciato da Gazprom, arriverà il 31 agosto e dovrebbe durare solo tre giorni, riferisce l’agenzia di stampa russa ‘Tass’ sottolineando che “le forniture di gas tramite Nord Stream saranno interrotte per il periodo di riparazione della turbina”.

Il transito del gas attraverso Nord Stream sarà ripristinato al livello di 33 milioni di metri cubi al giorno dopo il completamento delle riparazioni il 2 settembre, assicura ancora Gazprom. “Il 31 agosto – si legge nella nota della compagni russa – l’unico gruppo di pompaggio del gas funzionante Trent 60 sarà fermato per tre giorni per manutenzione e manutenzione preventiva. Una serie di lavori di manutenzione ordinaria in conformità con l’attuale contratto di manutenzione sarà eseguita in collaborazione con gli specialisti Siemens”.

Ma lo stop annunciato ha fatto subito schizzare il prezzo del gas in forte rialzo ad Amsterdam. Il gas all’hub olandese Ttf è in crescita e attualmente si attesta a 257,4 euro a megawattora, in progressione del 6,803%.

I rincari e le misure anticrisi

Nel 2022 ammontano a 52 miliardi le misure contro il rincaro dei prezzi introdotte dal Governo Draghi a favore di famiglie e imprese. Una cifra importante, pari a 3 punti percentuali di Pil, che include anche i 17 miliardi previsti dal decreto Aiuti bis approvato nelle settimane scorse. Assieme al boom delle presenze turistiche, alla forte ripresa degli investimenti, in particolar modo nel settore delle costruzioni, e al buon andamento delle esportazioni, le misure di contenimento dell’inflazione hanno garantito al Paese, almeno nella prima parte di quest’anno, un discreto risultato economico che pochi avevano previsto. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA. La riduzione degli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas, la riduzione dell’Iva sul gas per usi civili, i crediti di imposta sulle bollette energetiche delle imprese, la riduzione delle accise sui carburanti, il bonus da 200 euro per i redditi fino a 35mila euro, etc., hanno solo in parte frenato il caro vita (+8% in un anno), ma comunque sono state determinanti per mantenere la spinta inflazionistica sotto la soglia del 10%.

Costo dell’energia alle stelle

Il costo del gas «aumentato del 1.000% e le richieste ingiustificate da parte agricola nel bacino del sud Italia stanno mettendo in ginocchio centinaia di imprese. Urge un intervento delle Istituzioni». Questo l’allarme lanciato dall’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali sottolineando che il gas metano è il più utilizzato negli stabilimenti di produzione delle conserve di pomodoro senza contare gli aumenti a doppia cifra dell’acciaio, necessario per la produzione delle scatole che rappresentano il principale contenitore dei prodotti, del vetro, della carta e delle vernici per le etichette, cartone, plastica e legno per gli imballaggi secondari.

Bollette boom, imprese siciliane in ginocchio

L’arrivo delle bollette dell’energia, in questi giorni, sta mettendo in ginocchio le imprese siciliane. È un quadro molto complesso e che rischia di diventare tragico per le attività produttive. “Se nella bolletta riferita al mese di luglio, un bar si vede balzare il costo dell’energia dai cinquemila euro dello scorso anno ai 17 mila euro di oggi, si capisce bene che non ce la può fare.

In questi giorni, tra l’altro, è arrivata anche la comunicazione della banca che annuncia l’aumento unilaterale dei costi delle commissioni sui pagamenti elettronici. E tutto ciò in un periodo in cui gli incassi calano mediamente del 10-15 per cento visto che le famiglie spendono di meno mentre i costi raddoppiano e anche più. In queste condizioni, è impossibile lavorare”. Il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, sintetizza in questi termini lo stato d’animo di molti imprenditori che in questi giorni si trovano a fronteggiare una situazione non più gestibile a causa dell’aumento di tutti i costi e delle utenze, soprattutto sul fronte energetico.

Aumenti del 122%

Il confronto possibile, come riportato dal centro studi Confcommercio, già da oggi indica che tra luglio 2021 e luglio 2022 gli aumenti della spesa annuale sono arrivati a toccare punte del 122 per cento per l’elettricità e del 154 per cento per il gas e, nel dettaglio, gli alberghi hanno speso in media 55mila euro in più per l’energia elettrica, seguiti dai negozi di generi alimentari (più 18 mila), dai ristoranti (più ottomila), dai bar e dai negozi non alimentari (più quattromila per entrambi). Stessa musica per il gas, con settore alberghiero a più 15 mila euro e ristoranti a più seimila, mentre per bar e negozi il rincaro annuale si situa tra il 120 per cento e il 130 per cento.

“Non è ammissibile”, scrive ancora il presidente, “che le nostre attività saltino per aria. Come corpo intermedio, la nostra associazione cercherà da subito di fare attivare un tavolo regionale legato alla crisi energetica. Avanzeremo proposte specifiche per soluzioni che anche a livello regionale possano essere intraprese con urgenza. Chiederemo agli istituti bancari di attivare delle convenzioni a livello regionale”.

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