«Nel silenzio di una calda e movimentata estate, con le forze politiche distratte dagli impegni per la formazione di coalizioni e liste per il doppio appuntamento elettorale del 25 settembre, nessuno sta facendo caso al dramma dell’aumento vertiginoso dei costi energetici che in autunno metteranno definitivamente in ginocchio i territori, già piegati su se stessi, ovvero Comuni, attività produttive, famiglie, pensionati al minimo, percettori di reddito di cittadinanza, precari e disoccupati».

Ancora una volta è il Vice Presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, Sindaco di Canicattini Bagni, nel siracusano, a raccogliere il grido d’aiuto dei territori siciliani per una crisi partita da lontano che sta facendo implodere il sistema economico regionale, quello di tutti i giorni, che tocca da vicino il tessuto sociale e produttivo territoriale, ad iniziare dai Comuni che in pochi mesi hanno visto triplicare i costi energetici per illuminare i centri abitati, garantire l’acqua potabile nelle case e far funzionare i depuratori, in aggiunta alle difficoltà di conferimento dei rifiuti, e portato al collasso con le attuali bollettazioni le imprese e le attività commerciali, e con esse le famiglie a reddito medio basso, e le fasce più fragili, pensionati al minimo, percettori di reddito di cittadinanza, precari, e disoccupati.

«Da mesi i territori, e per essi i Comuni che sono e restano l’unico front-office con famiglie e imprese – sottolinea il Vice Presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta – gridano inascoltati in merito al quadro devastante che l’aumento dei costi energetici sta causando nell’economia primaria di alcuni settori fondamentali del tessuto sociale. I Comuni, già soffocati dalle difficoltà di conferimento dei rifiuti urbani, si sono visti all’improvviso triplicare i costi dell’energia e non hanno più a disposizione risorse per garantire i servizi essenziali, dall’illuminazione dei centri abitati, all’erogazione dell’acqua potabile nelle case, al funzionamento dei depuratori, oltre a non riuscire più ad approvare i bilanci non avendo certezze sulle entrate, essendo quasi del tutto scomparse quelle statali e regionali, e ridotte al di sotto del 50% quelle tributarie per le ben note difficolta dei contribuenti di potervi far fronte. Le famiglie e le attività produttive si stanno vedendo notificate bollette energetiche spropositate che stanno portando alla moria di imprese e attività commerciali, mentre crescono le famiglie e le fasce più fragili, pensionati al minimo, percettori di reddito di cittadinanza, precari e disoccupati, che chiedono aiuto ai Comuni già di per se collassati. In autunno, già da ottobre, questo quadro desolante, senza contromisure per fermarne l’avanzata, esploderà in tutta la sua drammaticità con risultati devastanti nel tessuto sociale ed economico delle nostre comunità. Serve urgentemente – aggiunge il Vice Presidente Paolo Amenta – un “Pacchetto Territorio” che blocchi questa moria e sostenga i soggetti interessati. Per cui questi temi devono prioritariamente diventare centrali nei programmi di tutte le forze politiche nelle prossime e imminenti competizioni elettorali nazionali e regionali del 25 settembre. Dimenticarli o sottovalutarli significherà la cancellazione del futuro per i territori e la loro stessa tenuta sociale. D’altra parte, la nomina di 278 Commissari nei Comuni siciliani per l’approvazione dei Consuntivi 2021 sono il termometro di una incertezza ormai consolidata di risorse finanziarie che non ci sono più per garantire i servizi essenziali ai cittadini e alle imprese, a fronte di necessità, proprio a causa dell’aumento dei costi energetici e il crescente impoverimento delle famiglie, che, al contrario, i Comuni e i territori sono chiamati ad assolvere. Dopo un’estate calda dal punto di vista climatico, purtroppo, quello che arriverà per i siciliani sarà certamente un autunno caldo dal punto di vista sociale ed economico».

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