È indubbiamente partito il totopresidente, dopo le dimissioni di Nello Musumeci. I partiti possono finalmente proporre i nomi su cui in breve tempo, mancano 50 giorni al voto, bisogna fare sintesi. In campo c’è già Caterina Chinnici per il centrosinistra e Cateno De Luca per Sicilia Vera.

Il centrodestra

Ora spetta al centrodestra trovare la quadra su un candidato. Forza Italia propone, per bocca del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana . Gianfranco Miccichè, Stefania Prestigiacomo da Siracusa, ex ministro dell’Ambiente, già diverse volte balzata agli onori delle cronache per l’ipotesi di prima donna Presidente dell’isola.

Fratelli d’Italia puntando sul Lazio per la candidatura di Lollobrigida, ha lasciato il via libera ai soci di coalizione, ma c’è Salvini che ha da tempo messo una fiche sulla Sicilia.

E se le voci che vengono da Milano sono vere, la Lega dovrà rinunciare a Fontana per il Pirellone, il palazzo Lombardo della Regione, in favore della potentissima Letizia Moratti, attuale vice presidente, già ministro e Sindaco di Milano. A quel punto la scelta di Salvini sarà di puntare fortemente sulla Sicilia. Che nomi fa la Lega in Sicilia?

La tentazione Lega

Finora non ne ha fatti ufficialmente, ma le piste degli sherpa puntano su due figure. Una è quella del segretario regionale della Lega, Nino Minardo, modicano di nascita, appartenente ad una nota famiglia di imprenditori del settore petrolifero.

L’altra pista porta in provincia di Caltanissetta, a San Cataldo, città d’origine di Alessandro Pagano, uomo dal lunghissimo curriculum politico, sia regionale – è stato più volte assessore e conosce bene la macchina – sia nazionale. Entrambi sostengono che tra due ci sia intesa, e se per uno ci sarà la chance da Presidente per l’altro si otterrà un importante incarico a Roma.

Gli outsider

Ovviamente bisognerà avere anche il benestare delle forze minori, soprattutto il via libera del rinnovato potente Raffaele Lombardo, il quale coltivava più di un candidato alternativo agli schemi nazionali, come suo costume autonomista. Ma l’election day ovviamente sta rivoluzionando gli scenari, mettendo insieme collegi e scelte regionali, con serratissime trattative tra partiti nazionali e forze locali.

Tra tante variabili c’è una certezza. Il tempo è finito, e si deve trovare una soluzione per il centrodestra entro una settimana.

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