Gettoponopoli a Priolo, concluse le indagini

Abuso d’ufficio e, per il sindaco Antonello Rizza, anche tentata estorsione. E’ stato notificato dalla polizia a 17 persone tra consiglieri (ed ex) comunali e primo cittadino di Priolo Gargallo in carica, il decreto di conclusione indagini, che riguarda anche al segretario comunale in carica all’epoca della prima variazione del bilancio, eseguita nel 2003. La vicenda è quella di “gettonopoli”: riguarda cioè l’aumento del 417%  dei gettoni di presenza percepiti per la partecipazione ai lavori consiliari del Comune di Priolo Gargallo.

Le indagini sono scaturite dalle dichiarazioni di un ex segretario comunale, che avrebbe subito un’opera di delegittimazione, nel 2014, per aver fatto rilevare nil valore sproporzionato dei gettoni di presenza dei consiglieri, pari a 129,11 euro, già dal 2003, anno in cui alcuni consiglieri approvarono l’aumento dell’indennità, portando l’importo da 30,99 euro a 129,11. Nel 2013, l’allora segretario comunale, sollecitato dall’assessorato regionale delle autonomie locali ad eseguire un’analisi dei costi dell’amministrazione, accertò una discrasia nell’applicazione della “norma regionale”, chiedendo di procedere immediatamente al ricalcolo del gettone di presenza, con conseguente recupero di quanto illegittimamente erogato nell’ultimo quinquennio. Solo il 13 febbraio 2014, il Consiglio comunale approvò la rideterminazione del gettone di presenza, riportando, come prevedeva la normativa regionale del 2000, l’indennità all’importo di 30,25 euro. Il danno erariale ammonta a 645.594,97 euro.L’elenco degli indagati comprende, oltre al sindaco Rizza, anche Sebastiano Boscarino, Marco Candelargiu, Biagio Cardillo, Sebastiano Costantino, Antonino Cocola, Pietro Di Mauro, Francesco Garufi, Giuseppe Fiducia, Salvatore Fortuna, Felice Pepe, Sebastiano Lombardo, Francesca Marsala, Salvatore Sullo, Maria Tempra, Orazio Valenti, Giuseppe Italia. Per Boscarino, Candelargiu, Cardillo, Lombardo e Marsala, il G.i.p. ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca di somme pari a ad 356.579,95 euro.

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