“Bisogna risolvere immediatamente il problema della carenza di personale nel Carcere di Augusta, a tutela dei lavoratori e della comunità che ospita. La volontà è riportare l’efficienza e permettere agli attuali dipendenti della struttura, di svolgere nella migliore delle condizioni il loro lavoro e poter restare con decoro sul territorio“. La denuncia arriva dal Coordinamento nazionale di Polizia penitenziaria (Cnpp).

Il vice segretario provinciale, Giuseppe Mandurino e il dirigente nazionale, Massimiliano Di Carlo del Cnpp denunciano, in una nota inviata, tra gli altri, al ministro della Giustizia Carlo Nordio e ai vertici dell’amministrazione penitenziaria nazionali e regionali i notevoli problemi sollecitandone, ancora una volta, la soluzione.

La situazione vissuta nel Penitenziario megarese viene definita “surreale, incresciosa e insostenibile“ . Il Cnpp, per fra fronte alla gravissima carenza di organico, chiede un incremento di organico di almeno 50 unità di Polizia penitenziaria da attuare con estrema urgenza, nonché la ristrutturazione del carcere di Augusta, perché le: “drammatiche” condizioni strutturali in cui versa la casa di reclusione unite all’esiguità di personale in servizio sono “un mix esplosivo” che mette a dura prova gli agenti.

Problemi che riguardano la gravissima carenza di personale e le condizioni strutturali assai precarie del penitenziario che necessita di urgenti interventi.

Come riferiscono i due sindacalisti: “la pianta organica del Corpo prevede  251 a fronte di un organico effettivo di circa 181 unità di Polizia penitenziaria comprese le  circa 46 unità distaccate in altri istituti.

“Se sottraiamo le assenze a vario titolo a lunga durata, quali le circa 20 unità a disposizione della competente commissione medica ospedaliera e circa 30 unità assenti ogni giorno, il personale di cui può vantare realmente il carcere di Augusta è di circa 131 unità (a questi vanno comunque garantiti i riposi settimanali, congedi ordinari ed eventuali permessi. Delle 131 unità togliendo le cariche fisse che sono circa 67 unità, restano circa 64 unità a servizio a turno e per garantire i livelli di sicurezza necessari si attinge giornalmente dalle cariche fisse. Ciò comporta l’accumulo del lavoro degli uffici che restano chiusi con conseguenti riflessi negativi sul buon funzionamento dell’istituto”.

Di Carlo e Mandurino paventano che, la grave carenza di organico non consentirà di garantire un piano ferie adeguato per il prossimo periodo estivo: “anche perché – aggiungono – ancora una volta sottratto ulteriore personale da questo istituto, inviato in servizio di missione in altro carcere della provincia”.

”Per quanto riguarda la situazione strutturale dell’istituto – proseguono – è al limite della sana vivibilità come ad esempio, alcuni posti di servizio nei quali non sono presenti i servizi igienici (garitta esterna), i quadri elettrici in metallo (ad alta conducibilità di corrente e ad alto rischio per la salute del personale), le infiltrazioni di acqua piovana dal soffitto in alcune stanze detentive ed in alcuni uffici, opere murarie cedute dove è visibile ad occhio nudo la fuoriuscita di opere in ferro, muri con presenza di muffa, zone dell’istituto interdette per il pericolo di crollo, docce delle sezioni detentive ubicate in locali ad uso comune al limite della praticabilità e dell’igiene per le muffe nei muri e prive di aeratori, mancato adeguamento della maggior parte delle sezioni detentive agli standard ed ai requisiti previsti dalle modifiche apportate”.

“Tutto ciò – concludono Mandurino e Di Carlo – è un mix esplosivo che sta portando allo stremo delle forze la Polizia penitenziaria”.

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