La Banca centrale europea alza ancora i tassi d’interesse, dello 0,50%, portando il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,5% e quello sui prestiti marginali al 2,75%. La decisione arriva 24 ore dopo quella assunta dalla Federal Reserve che, mercoledì, aveva alzato i tassi d’interesse di 50 punti base portandoli al 4,25%-4,50%.

La Bce comunica che “a partire dagli inizi di marzo 2023” avvierà il quantitative tightening, il processo con cui inizierà a liberarsi dei bond comprati negli anni. 

Il portafoglio del programma App “sarà ridotto a un ritmo misurato e prevedibile, in quanto l’Eurosistema reinvestirà solo in parte il capitale rimborsato sui titoli in scadenza. Il ritmo di tale riduzione sarà pari in media a 15 miliardi di euro al mese sino alla fine del secondo trimestre del 2023 e verrà poi determinato nel corso del tempo”.

L’economia dell’Eurozona dovrebbe registrare, fra il quarto trimestre 2022 e il primo trimestre 2023, una “recessione relativamente breve e poco profonda”. Lo comunica la Bce, le cui nuove stime macroeconomiche indicano “una crescita economica del 3,4% nel 2022, dello 0,5% nel 2023, dell’1,9% nel 2024 e dell’1,8% nel 2025” e fronteggia “rischi al ribasso” per la crescita, con la guerra in Ucraina che continua a porre “un rischio significativo”. Al contrario, “i rischi per lo scenario d’inflazione sono principalmente al rialzo”.

Francoforte ha deciso di alzare i tassi, e prevede che debbano ancora salire “significativamente”, perché “l’inflazione continua a essere di gran lunga troppo elevata e, secondo le proiezioni, si manterrebbe su un livello superiore all’obiettivo per un periodo di tempo troppo prolungato”, ha affermato la presidente della banca centrale Christine Lagarde nella conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio direttivo.

“I governi dell’area euro devono mettere, velocemente, in pratica i piano d’investimento e le riforme concordate con il recovery fund e scritte nei Pnrr nazionali – ha proseguito la presidente della Bce Christine Lagarde – e, sul piano delle politiche di bilancio, gli aiuti contro il caro energia devono essere temporanei, mirati e su misura per i soli settori più colpiti”.

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