L’autunno è alle porte ed è in arrivo l’influenza stagionale, che quest’anno sembra anticipare i tempi consueti. Per questo motivo, il consiglio da parte dei medici è di prenotare il vaccino antinfluenzale. Stagione influenzale, quella di quest’anno, che avviene in un contesto epidemiologico in continuo mutamento, perché, anche per questa volta, potrebbe sovrapporsi ai contagi dovuti al coronavirus.

Sarà una influenza cattiva

Ci aspetta una una influenza più “cattiva” che colpirà una popolazione pediatrica più vulnerabile. Lo spiega all’Adnkronos Salute, Susanna Esposito, responsabile tavolo tecnico malattie infettive e vaccinazioni della Società italiana di pediatria (Sip), che invita i genitori a vaccinare i piccoli contro l’influenza.

“Negli ultimi 2 anni – spiega – i casi di influenza pediatrica sono stati pochissimi. Questo vuol dire che molti bambini non hanno sviluppato gli anticorpi che, anche quando circolano ceppi diversi del virus rispetto a quelli che li hanno generati, creano una sorta di difesa immunologica.

Vaccinazione raccomandata, ecco per chi

“In particolare – sottolinea – la raccomandazione è decisamente forte per i piccoli tra i 6 mesi e i 2 anni. Ma resta comunque forte fino all’età di 5 anni. Ricordiamo che la vaccinazione è comunque un vantaggio. Inoltre, dai dati di letteratura più aggiornati possiamo affermare che i piccoli sotto i 5 anni rimangono un gruppo prioritario per l’offerta della vaccinazione antinfluenzale a causa del loro maggior rischio di sviluppare malattia grave o di essere ospedalizzati”.

Pediatri: “Influenza sarà più cattiva, sempre vaccino sotto i 5 anni”

“Negli ultimi due anni – ricorda Esposito – l’adozione delle misure anti-Covid ha fatto sì che i bambini, soprattutto sotto i 5 anni, non abbiano mai avuto contatti con diversi virus stagionali e possano essere più vulnerabili alle infezioni. E questo è anche il motivo per cui, nella circolare per la prevenzione dell’influenza di quest’anno, si è data particolare enfasi alla vaccinazione pediatrica. Da tempo l’antinfluenzale è raccomandato nei bambini con patologia cronica, ma anche negli adulti con cronicità e negli anziani. Negli ultimi 2 anni la novità è stata l’estensione alla popolazione sotto i 6 anni di età”.

“Sappiamo che i bambini con meno di 5 anni – precisa la pediatra – hanno un rischio alto di malattia grave e di ospedalizzazione, così come hanno un rischio elevato di trasmettere ad altri l’infezione. Sappiamo anche come nei primi 5 anni, in presenza di febbre, si arriva spesso all’utilizzo di antibiotici. Quindi l’obiettivo della vaccinazione è certamente quello di ridurre la patologia che può portare al ricovero, ma anche quello di contenere l’antibiotico-resistenza con un minore utilizzo di questi farmaci”.

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