Profughi afghani, politiche dell’accoglienza in provincia di Siracusa

“Sin dal primo momento, quando le immagini terribili dei tanti afghani disperati, accampati attorno all’aeroporto giungevano nelle nostre case trascinandoci nella disperazione di un popolo, come Amministrazione ci siamo chiesti quale contributo potevamo dare ad una tragedia umanitaria che lasciava intravedere un esodo di grandi proporzioni. Il sindaco Italia, con immediatezza, mi ha incaricata di seguire la vicenda per capire quale apporto in termini di accoglienza poteva esprimere la nostra comunità”: lo dichiara l’assessore all’Inclusione, Rita Gentile che ricorda anche l’organizzazione del sistema di accoglienza sul territorio provinciale “che al momento esprime la presenza di più CAS, i centri di accoglienza straordinaria, di cui due insistono sul territorio cittadino ed a quest’ultimi vanno compresi i due SAI che dipendono dal libero Consorzio provinciale. Queste strutture ospitano la maggior parte dei profughi che fuggono dall’inferno dalle coste libiche che, non va dimenticato, è luogo di morte e di tortura. Accanto a queste strutture l’Amministrazione guarda con interesse al virtuoso sistema della Rete Sai, il Sistema accoglienza integrazione, in quanto servizi che operano in una logica d’integrazione, ed è fortemente impegnata a promuovere l’esperienza anche sul territorio”.

Ad oggi 4.890 cittadini afghani, 1453 dei quali bambini, giunti in Italia, sono stati accolti in varie Regioni, ed attendono, una parte di partire per gli Stati Uniti ed altri di entrare nel circuito di accoglienza del nostro Paese.

“In questi anni una politica locale attenta al problema immigratorio sta cercando di lavorare in maniera organica, attraverso l’avvio di molteplici progetti finalizzati a sostenere i processi d’integrazione e a rimuovere le cause che rendono difficoltoso un pieno inserimento del cittadino straniero nella nostra comunità cittadina. Inoltre, grazie ad una proficua collaborazione con l’Ufficio Regionale speciale per l’immigrazione, sono in cantiere altri progetti che andranno ad arricchire il ventaglio dei servizi a vantaggio di tutta la comunità. L’impegno attivato dai servizi pubblici- continua Gentile- è fortemente coadiuvato dalla ricchezza dell’associazionismo presente in maniera significativa in questo settore. Mi piace ricordare l’esperienza dei tutori per i MSNA, nata con forza nel 2013 sul nostro territorio, e adottata come modello a cui guardare a livello nazionale, e la sperimentazione in atto della figura del tutore sociale. In tale ottica- conclude l’Assessore- l’Amministrazione comunale, in una logica di sinergia con il territorio, è aperta a tutte le proposte che verranno in merito alla gestione della “questione afghana” che va ad aggiungersi alle tante sfide del nostro tempo in materia immigratoria a cui da sempre rivolgiamo grande attenzione”.

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