Siracusa. Comuni svuotati dopo quota 100, Italia scrive ai ministri Gelmini e Brunetta: “Servono assunzioni ma bisogna cambiare regole”

Siracusa. Francesco Italia eletto presidente della Srr Ato Rifiuti  provinciale – SiracusaOggi.it

Parte da Siracusa una proposta per rimuovere gli ostacoli che, a causa della difficoltà finanziarie legate alla pandemia, stanno rallentando il turn-over negli enti locali, il cui personale è stato pesantemente ridotto specie dopo l’entrata in vigore di quota 100.
Con una lettera indirizzata ai ministri Brunetta e Gelmini, ai presidenti di Anci nazionale e Anci Sicilia, ai parlamentari nazionali della provincia e alle segreterie regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil settore Funzione pubblica, il sindaco Francesco Italia chiede la modifica e l’abrogazione dell’articolo 33 del cosiddetto Decreto crescita (il Dl 34 del 2019) e del Dpcm del 17 marzo 2020 che stabilisce le condizioni per poter effettuare assunzioni a tempo indeterminato nei comuni.
Caduti i vincoli che limitavano la capacità di assumere, i due provvedimenti mettono gli enti locali nelle condizioni di effettuare il turn-over anche per il totale dei vuoti di organico a condizione, però, di rispettare un tetto stabilito dal rapporto tra spesa per il personale ed entrate correnti, tetto diversificato in funzione della dimensione demografica del comune.
“Grazie a questa impostazione – argomenta il sindaco Italia – sono stati introdotti nuovi e più flessibili criteri di calcolo con i quali i comuni, attraverso un’attenta riscossione delle entrare e un’accurata gestione del Fondo crediti di dubbia esigibilità, possono riuscire a incrementare ogni anno la spesa per l’assunzione del personale in un arco di tempo che arriva fino al 2024”.
Un meccanismo che, teoricamente, non ha limiti se non quello imposto dalle entrate e dalla situazione dei crediti e che avrebbe potuto consentire ai comuni di effettuare il 100 per cento del tur-over e persino di ampliare le piante organiche. Ma quanto sta accadendo con l’esplosione della pandemia ha modificato decisamente il quadro.
“La disciplina introdotta – aggiunge il sindaco Italia – non considera gli effetti prodotti dalla pandemia sul sistema delle autonomie locali, sia in termini di fiscalità che di reale capacità di riscuotere tributi e tasse locali. Così, pur in presenza di ampia sostenibilità finanziaria, i margini per le assunzioni effettivamente disponibili per gli enti si collocano ben al di sotto del 100 per cento del turn-over. L’attuale difficoltà impositiva degli enti locali sta già comportando, e comporterà sempre di più, l’impossibilità di operare un significativo ricambio a fronte dello svuotamento degli organici causato dalle misure di incentivazione al pensionamento attuate negli ultimi anni”.
Conclude il sindaco Italia: “Rischiamo la sostanziale paralisi dell’attività amministrativa e l’aggravamento irreversibile della crisi che il legislatore avrebbe voluto contrastare. Impedire di assumere celermente personale formato e motivato, non consentirà di disporre di risorse umane adeguate per affrontare la straordinaria stagione di pianificazione e realizzazione degli investimenti finanziati con i fondi del recovery destinati ai Comuni”.TAGS:

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